Categorie: Mostre

Arte oltre i confini: la mostra “Blocks” all’Albergo delle Povere di Palermo

di - 15 Luglio 2021

54 opere di 28 artisti provenienti da ogni parte del mondo, esposte in un percorso scandito da quattro capitoli tematici, per superare i confini tra linguaggi e culture e mettere in dialogo conoscenze e strumenti. Dopo il lungo periodo di lockdown, la stagione dell’arte contemporanea in Sicilia riparte da “Blocks”, ampia mostra collettiva a cura di Daniela Brignone, storica dell’arte, e Daniela Brignone, storica (l’omonimia è casuale), in collaborazione con il Museo Riso, la Fondazione e all’Ordine degli Architetti di Palermo e il Rotary eclub Colonne d’Ercole di Palermo. Visitabile fino al 31 luglio negli spazi monumentali dell’Albergo delle Povere, storico edificio risalente al 1733, la mostra si è avvalsa del contributo di un comitato scientifico composto da Gaia Bellavista, Francesco Miceli, Elena Motisi, David Palterer, Maria Gabriella Pantalena, Davide Sarchioni. Ad accompagnare il progetto espositivo anche un calendario di eventi collaterali, tra talk, spettacoli, laboratori e visite didattiche dal vivo e online.

«L’anno che ci lasciamo alle spalle dimostra che l’idea stessa di “limite” ha bisogno di essere aggiornata», hanno spiegato le curatrici. «Che serve accendere i riflettori su cosa oggi significhi e come questo concetto vada reinterpretato rispetto alle urgenze dell’epoca in cui viviamo e agli equilibri geopolitici del nostro tempo». Allora, pittura, fotografia, installazione, scultura, video, performance, diversi medium per declinare tutte le sfumature dell’arte contemporanea e per riflettere, attraverso le ricerche di artisti italiani e internazionali, sui concetti del muro e dei confini e sulla loro profonda ambiguità, come del resto lascia intendere il titolo: block, in inglese, vuol dire interruzione, blocco, ma anche insieme, tassello, quindi, un limite ma anche una opportunità di connessione. Nel caso specifico, è compresa anche l’accezione di inclusione: grazie alla partnership con l’Istituto dei Ciechi di Palermo e con l’Unione Italiana Ciechi, la mostra sarà fruibile con visite guidate anche a ipovedenti e non vedenti.

«Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato eminentemente geopolitico il mondo, a causa dell’emergenza pandemica, ha oggi scoperto un nuovo “blocco”, che ha costretto tutti entro mura e confini domestici, spingendo ciascuno in una dimensione nella quale l’individualismo e il “distanziamento sociale” si sono sostituiti progressivamente all’uomo e alla sua naturale propensione alla socialità», ha sottolineato l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà. «“Blocks” è il manifesto di un’umanità che può tornare a vivere secondo dimensioni normali, consapevole della propria essenza e dei conflitti che hanno contrassegnato la storia, ma rinata, rigenerata dall’aver imboccato la via per superare quest’ultimo, drammatico, limite», ha continuato Samonà.

Quattro le sezioni, ognuna dedicata a un termine specifico, “conflitti”, “controllo e potere”, “pregiudizi”, “dialoghi”, sui quali gli artisti invitati – tra i quali c’è anche chi ha vissuto in maniera diretta l’esperienza del “muro” – hanno espresso il proprio punto di vista, attraverso la concretezza visiva delle opere: Steve Sabella, Eyal Ben Simon, Almagul Menlibayeva, Mario Rizzi, Julia Krahn, Philip Topolovac, Thomas Lange, Uli Weber, Maryam Jafri, Liu Bolin, Paolo Canevari, Adi Nes, Mateusz Choróbski, Donato Piccolo, Jon Kessler, Paolo Cirio, Igor Grubić, William E. Jones, Adrian Paci, Doplgenger, Sigalit Landau, Hassan Musa, Andrea de Carvalho, Sophie Ko, Valentina Palazzari, Osvaldo Gonzáles, Renato Ranaldi, Vittorio Corsini. Prende così forma una storia contemporanea raccontata, interpretata, rielaborata dall’arte, che affonda la sua ricerca nelle radici del Novecento e che si estende fino ai giorni nostri, dalle due Germanie al conflitto israelo-palestinese, dal Kazakistan post sovietico alla guerra in Iraq, dalla Guerra Fredda alla corsa agli armamenti nucleari, dai meccanismi di controllo e potere messi in pratica dagli Stati e dal sistema capitalistico e consumistico, fino alle barriere create dai pregiudizi. Temi che oggi assumono anche un significato nuovo e ulteriore, a causa dei limiti e delle chiusure determinate dalla pandemia che ha colpito il mondo intero e dal lockdown. Tutto per giungere al livello più ambito dall’arte: il dialogo.

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