Domenico Canino (Catanzaro, 1986) è un’artista cresciuto tra i monti silani e successivamente formatosi a Roma, dove si è diplomato in Scenografia presso l’Accademia locale. Avvicinatosi al mondo del teatro, ha avuto modo di sperimentare diversi linguaggi, tra i quali suono, video e installazione, pur restando sempre legato al disegno e alla pittura, con un occhio di riguardo per i concetti di uomo e natura che, nel suo lavoro, vengono analizzati dando risalto alla dimensione onirica di questo rapporto dicotomico. Giunto a Bologna lo scorso anno in piena pandemia, Domenico Canino ha inaugurato la sua prima personale negli spazi, decisamente non convenzionali, di un’aula scolastica deputata solitamente alla formazione ma in disuso durante il periodo estivo e concessa dall’Istituto di Istruzione e formazione Giambattista Vico in via della Ghisliera, nei pressi di Porta San Felice.
La mostra, inaugurata lo scorso luglio, è accompagnata da un testo critico di Veronica D’Auria, chief curator del C.A.R.M.A. – Centro d’Arte e Ricerca Multimediale Applicata, si intitola “NATURALIS CONDITIO” è sarà ancora visitabile su appuntamento fino al prossimo 15 settembre.
L’allestimento presenta due serie pittoriche portate avanti negli ultimi anni da Canino ”The past, the present and the future of the human condition” e “Hypernature”. Una prima fase della ricerca di Canino era concentrata sulla dualità bianco/nero ma poi, nei lavori successivi, emergono i rossi, la carne che si fa sangue e si decompone sulle tele di grandi dimensioni attraverso l’utilizzo degli smalti sintetici e, in particolare, di solventi e antiruggine che generano reazioni chimiche contrastanti e materiche, a tratti alchemiche. I corpi si vestono di un nuovo incarnato ed emerge una somiglianza, una prossimità con il resto del creato. Le contraddizioni trovano una soluzione, l’uomo, allontanatosi da madre natura e rifugiatosi nella cultura, ha finito per perdere la propria essenza. Oscuri e misteriosi, questi dipinti post-surreali, come definiti dallo stesso Canino e da D’Auria, svelano le profondità nascoste dell’uomo e della natura, a favore di una riscoperta della dimensione eterea dell’anima. Superando l’antropocentrismo, il genere umano può ritrovare il suo posto nell’universo e tornare a essere parte del tutto.
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…