Categorie: Mostre

Capolavori salvati dalla guerra. L’Arte Liberata nella grande mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma

di - 5 Gennaio 2023

Raccontando un periodo drammatico, avvincente ed emozionante per il nostro Paese, L’Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra porta alle Scuderie del Quirinale tratta la storia di più di cento opere e di donne e uomini che le hanno salvate. Al centro del progetto espositivo l’impresa di Soprintendenti e funzionari dell’Amministrazione delle Belle Arti che agirono nell’interesse comune, segnando un momento cruciale per la tutela dei beni culturali. Con Arte Liberata 1937-1947 e le sue opere riunite per la prima volta nello stesso luogo, si ha l’occasione unica di ammirare un patrimonio d’altissimo valore artistico, fortunatamente sopravvissuto. Organizzata dalle Scuderie del Quirinale collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, l’ICCDIstituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e l’Archivio LuceCinecittà, con la partecipazione della Direzione Generale Musei, la mostra è curata da Luigi Gallo e Raffaella Morselli, aperta al pubblico fino al 10 aprile 2023.

Arte Liberata: una mostra di storie

Riuniti grazie alla collaborazione di quaranta musei e istituti, i capolavori in mostra intrecciano le vicende di persone che, consapevoli dei valori educativo, identitario e comunitario dell’arte, si sono schierate in prima linea per la sua salvezza. «È una mostra di storie. Storie di donne, di uomini, di opere d’arte protette, salvate, perse e recuperate. Il racconto della tutela in tempo di guerra resta un monito sui rischi che corre il patrimonio artistico, messo in salvo dagli interpreti di una vera e propria epopea». Così il presidente delle Scuderie del Quirinale Mario De Simoni introduce Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra. Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Emilio Lavagnino, Vincenzo Moschini, Pasquale Rotondi, Fernanda Wittgens, Noemi Gabrielli, Aldo de Rinaldis, Bruno Molajoli, Francesco Arcangeli, Jole Bovio e Rodolfo Siviero: alcuni tra i protagonisti di queste storie da scoprire.

Discobolo Lancellotti, II sec. d. C. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme. Su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale
Romano / Palazzo Massimo alle Terme

Ad aprire il percorso espositivo è il celebre Discobolo Lancellotti, opera emblematica di “Le esportazioni forzate e il mercato dell’arte”, primo di tre filoni narrativi su cui si sviluppa la mostra. Infatti, il Discobolo fu tra le opere cedute per soddisfare la spropositata ambizione di Adolf Hitler, assecondata in primis da Hermann Göring. Con il lasciapassare di Mussolini e Ciano, quest’opera lasciò il territorio italiano nonostante fosse vincolata. Dopo la stipulazione dell’asse Roma-Berlino del ’36, le dinamiche e i meccanismi del mercato dell’arte dovevano piegarsi, non di rado, ai nuovi diktat.

Federico Barocci, Immacolata Concezione, 1575 circa. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche © MiC – Galleria Nazionale delle Marche

Grazie al ministro dell’educazione Giuseppe Bottai, nel ’39 cominciarono le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale con un piano ad hoc per lo spostamento delle opere d’arte. Da qui la seconda sezione di Arte Liberata 1937-1947, “Spostamenti e ricoveri, in cui spicca la figura del giovane soprintendente delle Marche Pasquale Rotondi che ebbe sotto la sua custodia circa diecimila opere, provenienti da diverse città d’Italia, messe in salvo nei depositi di Sassocorvaro e Carpegna.

La fine del conflitto e le restituzioni” conclude il percorso espositivo con la narrazione delle missioni di recupero e salvaguardia avviate con la fine della guerra. In questo compito, ai funzionari italiani si affiancarono gli uomini della MFAAMonuments, Fine Arts, and Archives Program. Si trattava di una task force organizzata dagli Alleati che comprendeva professionisti dell’arte da tredici paesi.

Piero della Francesca, Madonna col Bambino e angeli detta Madonna di Senigallia, 1474 circa. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
© MiC – Galleria Nazionale delle Marche – Ph. Claudio Ripalti

La riflessione sulla tutela alle Scuderie del Quirinale

La Santa Palazia di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, i ritratti di Alessandro Manzoni di Francesco Hayez e di Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane, la Crocefissione di Luca Signorelli, l’Immacolata Concezione di Federico Barocci e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, la Danae di Tiziano Vecellio. Questi sono alcuni tra i capolavori in mostra alle Scuderie del Quirinale che oggi abbiamo la fortuna di poter ancora ammirare. Anche un cospicuo numero di fotografie, documenti e filmati d’epoca contribuisce nel progetto espositivo, per restituirci immagini e parole di un intenso spaccato storico nostro patrimonio culturale. Un nuovo modo di intendere tutela e valorizzazione nacque dall’esperienza della guerra. In seguito, la coscienza civica divenne componente fondamentale alla base della museografia italiana e i musei si dedicarono maggiormente al rapporto col pubblico.

A partire dal mese di gennaio 2023, un ricco programma di eventi collaterali dedicato ai visitatori accompagnerà la mostra ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra alle Scuderie del Quirinale.

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