Categorie: Mostre

Crisi climatica e tessuti vulnerabili: la mostra all’Acquedotto Augusteo di Napoli

di - 21 Ottobre 2025

Il vocio del Rione Sanità, tra gli scorci partenopei che ancora conservano le caratteristiche della tradizione, sfuma lentamente fino a esaurirsi del tutto entrando nello storico Palazzo cinquecentesco Peschici Maresca, di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, dove sorgono alcuni resti dell’Acquedotto Augusteo, un’opera di ingegneria idraulica tra le più importanti dell’epoca romana. Tra i suoi spazi è stata inaugurata a inizio mese Tessuti Umani, mostra personale dell’artista napoletana Rosaria Corcione a cura di Valentina Rippa, il cui testo critico ne illustra la ricerca e gli intenti, anticipando un approccio metodologico quasi didattico dedito alla costruzione di nuove fisicità tramite fibre sintetiche e naturali.

Rosaria Corcione, Tessuti Umani, veduta della mostra, Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli, 2025

Non è un caso che il contesto espositivo sia questo sito archeologico: interrogandosi sulla crisi climatica e sulle sue conseguenze, l’artista crea, tra gli altri, un grande arazzo di fibre vegetali il cui intreccio rievoca la pelle umana. La trama assume inevitabilmente la forma di una membrana organica, mentre una gabbia toracica rimanda al confine tra la vita e la dissoluzione. «È un corpo che richiama al tempo stesso forza e precarietà, presenza e inconsistenza».

Rosaria Corcione, Tessuti Umani, veduta della mostra, Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli, 2025

L’installazione centrale dell’intero apparato espositivo è sicuramente Inside, uno schermo in cui vengono riprodotte a loop brevi immagini video relative alla crisi climatica globale e alle sue conseguenze sulla natura e sull’essere umano. Il dispositivo, posizionato sul pavimento quasi a ricordare una vasca, oltre che un tappeto, riproduce soprattutto l’evoluzione della realtà marina, acque avvelenate e che avvelenano. La struttura è idealmente incorniciata da alcuni degli intrecci di fibre in plastica rossa lavorata dall’artista in modo da conferire una maggiore fisicità a ciascuna pendenza, mentre attraverso l’utilizzo di cuffie si può ascoltare un monologo che ripercorre e accompagna le immagini sullo schermo calpestabile, abbattendo in questo modo la sacralità tipica dell’arte, in perfetta continuità col luogo in cui si inserisce.

Rosaria Corcione, Tessuti Umani, veduta della mostra, Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli, 2025

Ogni spazio utile dell’Acquedotto Augusteo infatti ospita un’installazione sospesa che non ne intacca gli equilibri ma che anzi, proprio in rispondenza alla necessità del tema della mostra, stabilisce un dialogo momentaneo ed efficace, eloquente. Il contesto, già vivido, è reso ulteriormente pregnante dalla presenza delle composizioni elettroacustiche del Sound Designer Marco Vidino, che accompagnano il percorso creando un vero e proprio paesaggio sonoro immersivo in cui si rincorrono modulazioni e frequenze attraverso la rielaborazione dei suoni dell’acqua.

Rosaria Corcione, Tessuti Umani, veduta della mostra, Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli, 2025

Tessuti Umani suggerisce di interrogare la memoria fisica di ognuno di noi partendo dall’intimità del corpo, in parte riprodotto, fino agli elementi a noi apparentemente più lontani ed estranei. Il risultato è un percorso silenzioso che mette al centro la volontà di entrare in contatto con l’essere umano e i suoi gesti quotidiani, in uno spazio di riflessione che può fare la differenza.

Articoli recenti

  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54
  • Progetti e iniziative

A Catanzaro, un progetto porta la fiaba nell’epoca contemporanea

Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…

13 Gennaio 2026 12:58
  • Libri ed editoria

Nell’Atlante di Nicolas Martino, tra estetica e politica c’è una linea continua

Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…

13 Gennaio 2026 11:51
  • Arte contemporanea

Israele torna alla Biennale di Venezia 2026 e si accende la polemica

Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…

13 Gennaio 2026 10:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Bonghi

Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.

13 Gennaio 2026 10:25