Categorie: Mostre

Del poeta il fin la meraviglia. Lynda Benglis, di nuovo, stupisce a Bergamo

di - 9 Aprile 2025

Sono di Cavalier Marino, poeta barocco del XVII secolo, le parole – «Del poeta il fin la meraviglia» – che meglio catturano l’essenza dell’opera di Lynda Benglis, artista americana che da parecchi anni lavora con la galleria di Thomas Brambilla. Nel 2016 la prima mostra, Benglis and the Baroque, poi una serie di mostre collettive, e oggi, a distanza di 9 anni, la seconda personale intitolata Nutty Romance.

«Credo assolutamente che l’arte sia un dialogo aperto e che non sia logica. Non ha sempre senso» sentenzia l’artista che fin dagli anni ’60 si confronta con la fisicità e con il processo delle pratiche basate sui materiali, affrontando contemporaneamente la femminilità nel contesto di un mondo dell’arte dominato dagli uomini. Senza mai limitarsi a un solo mezzo o una sola tecnica, Benglis sfida, con le sue opere, tutte le convenzioni possibili, riuscendo anche a evocare un senso di movimento congelato – «the frozen gesture», come lei lo definisce – catturando momenti di pura energia, movimenti d’animo straordinari.

Lynda Benglis, Twin Cable, 2024. Rosso travertino, onice, 87x105x32 cm. Courtesy l’artista e Thomas Brambilla Gallery, Bergamo

Twin Cable, in rosso travertino e onice, apre Nutty Romance, stupendo – frontalmente, rispetto all’ingresso – lo spettatore che in un baleno di energia viene travolto da un trionfo di forme e di cromie: bianco Carrara, come Untitled I, sulla sinistra; bianco ghiaccio, come Gone Gone, sulla destra; grigio, come Electrical Wrap, di nuovo a sinistra; verde Guatemala, come Untitled II (Wing), ancora a destra; giallo Napoli, come Smiley Child a sinistra e rosso di Francia, ancora, lungo il percorso espositivo. Sulla destra. La selezione esposta conta ben 15 opere, tutte realizzate per questa occasione e tutte realizzate a Carrara, e tutte testimoni della volontà d Benglis proseguire il dialogo avviato nel 2016 proponendosi di creare un legame di continuità tra il suo linguaggio artistico e la ricca tradizione dell’arte barocca italiana.

Lynda Benglis, Nutty Romance, 2025. Installation view, Thomas Brambilla Gallery, Bergamo

Una diversa dall’altra, queste sculture, animate da un prodigioso scontro di forze che origina forme stupefacenti, affascinano, provocano e sorprendono restituendoci un’impressione di meraviglia, ovvero che una materia come il marmo, pregiata e delicata, resistente e secolare, sia stata piegata per assumere certe forme. Non è un caso la scelta del verbo piegare: Gilles Deleuze infatti, dedicandosi allo studio dei più diversi aspetti della cultura barocca, utilizzò la metafora della piega per cercare di definire il costituirsi dell’anima e dell’esperienza moderna. La superficie marmorea sembra modellata da gesti trasformativi, le pieghe sembrano mosse da forze plastiche ed elastiche che determinano la forma e la profondità e che la luce rivela e fa vibrare.

Nella piega, che certo ha sempre caratterizzato l’arte ma caratteristico del Barocco era replicarla all’infinito, e nell’incessante stratificarsi delle pieghe, Benglis crea composizioni visive, rapporti geometrici, accordi che si offrono a una fruizione contemplativa e immobile che alimenta un’esperienza estatica. Nella piega si spiega, si dispiega e si rispiega il fin della meraviglia di Benglis.

Lynda Benglis, Nutty Romance, 2025. Installation view, Thomas Brambilla Gallery, Bergamo

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30