Categorie: Mostre

Di nuvole e di soglie: per Ernesto Morales il cielo è uno scultore

di - 1 Giugno 2025

Simbolo di instabilità e mistero, capaci di cambiare il volto del cielo e l’umore di chi le guarda, le nuvole volteggiano sopra le nostre teste, mutando forma attimo dopo attimo in un continuo processo di metamorfosi. Fin da piccoli ci divertiamo a cercare forme familiari nei loro contorni, magari volti, animali o creature fantastiche. È come se il cielo si trasformasse in uno scultore intento a modellare l’aria con fantasia e leggerezza. Non sorprende, allora, che nel corso della storia, molti artisti e poeti abbiano scelto le nuvole come soggetto privilegiato. Da John Constable, che ne studiò minuziosamente la struttura, fino a René Magritte, che ne esaltò l’aspetto onirico e fiabesco, le nuvole sono da sempre emblema di mistero, leggerezza e transitorietà, incarnando la trasformazione costante del mondo, riflesso mutevole della nostra esistenza.

Ernesto Morales, Clouds II – olio su tela – cm100x150 – 2023

A questo affascinante fenomeno atmosferico l’artista uruguaiano Ernesto Morales dedica una cospicua serie di opere pittoriche. Fino al 14 giugno, i suoi lavori sono i protagonisti della personale Di nuvole e di soglie, ospitata presso il SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno e curata dallo stesso artista insieme a Nicoletta Candiani, fondatrice e curatrice dello spazio. Nelle sue tele le nuvole assumono le sembianze di un monumento, fisico e possente, spesso collocate al centro della composizione scevra di ogni altro elemento ornamentale. Clouds II o Clouds XLIII indagano con piglio fotografico le grandi masse di vapore, voluminose e drammatiche, sospese su uno sfondo completamente nero e uniforme. La scelta di isolare questi frammenti di cielo, decontestualizzandoli dall’ambiente circostante, rende queste composizioni simili ad immagini astratte, nonostante siano rappresentate con precisione iperrealistica.

Ernesto Morales, Places I – olio su tela – cm100x150 – 2021

Clouds è composta da opere di varie dimensioni in cui le nuvole nella loro essenzialità diventano simbolo dell’ambiguità del visibile e stimolo per riflessioni filosofiche e metafisiche. In esse corpo e materia si intrecciano in un linguaggio pittorico sospeso tra tradizione e innovazione, dove la nuvola si impone come emblema di una natura in continua trasformazione. Tale processo metamorfico si riflette anche nella tecnica adoperata dall’artista per realizzare i colori delle sue opere. Morales crea personalmente le proprie tinte utilizzando minerali naturali. Un processo “alchemico”, o meglio artigianale, che rivela la sua volontà di convertire la natura in mezzo espressivo.

Ernesto Morales, mostra “Di nuvole e di soglie”, 10 maggio – 14 giugno 2025, SAC – Spazio Arte Contemporanea

La serie Clouds è qui esposta accanto ad un’altra raccolta significativa: Places. L’esposizione, infatti, è concepita come un dialogo tra cicli pittorici differenti che pur affrontando tematiche diverse convergono attorno al tema comune dell’apparire e dell’immaginazione. Se le nuvole si stagliano in tutta la loro forza visiva, materiche e tridimensionali, simili a sculture cariche di peso e presenza, al contrario la serie Places gioca con la sottrazione del colore. Questi dipinti evocano atmosfere sospese come cartoline sbiadite di luoghi vissuti in cui realtà e immaginazione si fondono. Le città ritratte, le strade, gli scorci urbani sono reinterpretati attraverso una nebbia che ne attenua i contorni, suggerendo un paesaggio non solo fisico, ma anche interiore.

Ernesto Morales non ritrae luoghi specifici, ma memorie. È come se l’artista sentisse la necessità di rappresentare i ricordi delle sue città di origine, Montevideo e Buenos Aires, in cui ha vissuto e si è formato artisticamente prima di trasferirsi in Europa. Per tali ragioni le tele evocano spaesamento, ulteriormente accentuato da quei pochi dettagli tinteggiati di rosso che ci permettono di decifrare il quadro. Questi paesaggi, come Places I o Places II, diventano metafore della memoria, spazi sospesi tra presenza e assenza, tra realtà e sogno. Le due serie che costituiscono la mostra restituiscono un senso di sospensione e transitorietà, invitando il visitatore a riflettere sul tempo, sul cambiamento e sul confine tra ciò che è e ciò che appare.

Ernesto Morales, mostra “Di nuvole e di soglie”, 10 maggio – 14 giugno 2025, SAC – Spazio Arte Contemporanea

Inaugurato nel 2019 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea e favorire un dialogo attivo con il territorio, il SAC – Spazio Arte Contemporanea si presenta come un vero e proprio polo culturale. La sua programmazione alterna ciclicamente laboratori, residenze d’artista, concorsi, serate culturali e mostre. Lo spazio allestitivo è stato ricavato all’interno degli ambienti di un’ex azienda manifatturiera di proprietà della famiglia Candiani, che un tempo accoglieva gli operai del piccolo centro tessile. Quando si rese necessario trasferire la produzione in un’area più idonea, nacque l’idea di recuperare e valorizzare gli spazi dismessi della fabbrica. Restaurati e ammodernati, questi ambienti sono stati trasformati da poco in un centro culturale di rilievo, capace di mettere in connessione la comunità locale con artisti e creativi provenienti da tutto il mondo.

Di nuvole e di soglie sarà visitabile presso il SAC a Robecchetto con Induno fino al 14 giugno.

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