Categorie: Mostre

Dubuffet e l’Art Brut: a Milano una mostra sul passato e presente degli artisti outsider

di - 29 Dicembre 2024

Dubuffet e l’Art Brut, in corso al Mudec di Milano fino al 16 febbraio 2025, ripercorre le tappe principali di questa corrente artistica e del suo capostipite attraverso opere che spaziano dall’olio su tela, al disegno su carta con matita, alla china, fino alla scultura realizzata con materiali di scarto. A cura di Sarah Lombardi e Anic Zanzi, l’esposizione è  articolata tramite lavori di numerosi artisti, italiani e stranieri, che hanno preso parte e hanno contribuito allo sviluppo del movimento.

Dubuffet e l’Art Brut ph. Carlotta Coppo

Dubuffet e il movimento dell’Art Brut

Lontana dalle retoriche istituzionalizzate e dalla cultura artistica ufficiale, in questo delicato periodo storico nasce una tendenza che esprime con fermezza la volontà di creare una produzione svincolata da una visione conformista e da modelli tradizionali. Siamo nel 1945, secondo dopoguerra, quando la nozione di “art brut” viene coniata per la prima volta dall’artista francese Jean Dubuffet, il quale ricorre a questo aggettivo per riferirsi a qualcosa di grezzo, ma anche puro, autentico, incontaminato, in netta contrapposizione con l’aggettivo “culturale”. L’artista brut è infatti un emarginato, un autodidatta che rifiuta le tecniche, un ribelle che esprime il proprio spirito creatore attraverso opere che richiamano mondi psicologici estremamente intimi, un immaginario naïf che appartiene ai bambini nei primi anni di vita. Molti degli autori in mostra sono infatti artisti tormentati da disagi psichici, che trovano nell’espressione artistica una via di fuga alla sofferenza ma anche uno strumento di guarigione. L’Art Brut nasce quindi da una necessità interiore. Gli artisti che aderiscono a questa nuova visione sono persone spesso ai margini della società, che manifestano intuizioni prive da ogni condizionamento accademico. Dubuffet prende una posizione radicale contro il sistema dell’arte, schierandosi lontano e al margine sia dai centri dell’arte tradizionale sia dai centri delle avanguardie.

Dubuffet Jean- La vie pastorale II

Dubuffet e l’Art Brut: la mostra al Mudec

Il percorso della mostra si apre con le opere di Dubuffet, tra cui La Vie Pastorale II (1964), i cui soggetti, colori e linee rappresentano una sintesi della sua poetica, e prosegue con una selezione di lavori realizzati da artisti che aderiscono all’Art Brut raccolte dallo stesso Dubuffet tra il 1945 e il 1976 (le opere fanno parte oggi della collezione del museo di Losanna), insieme ad altri documenti d’archivio. Al termine del percorso sono esposte opere incentrate sui temi delle credenze e del corpo realizzate nel periodo compreso tra il 1945 fino ad oggi, di autori provenienti da tutto il mondo.

Carlo Zinelli

Tra questi lo stesso Jean Dubuffet, presente con numerosi lavori tra cui il meraviglioso olio su tela Regard en arrière (1954); Gaston Dufur, la cui opera é stata scelta come simbolo della mostra stessa; Laure Pigeon, artista molto vicina a credenze ancestrali come lo “spiritismo” che si manifestano infatti nella sua ricerca artistica; Aloïse Corbaz, che produce all’interno di un ospedale psichiatrico dove viene rinchiusa a partire dal 1918 poiché diagnosticata schizofrenica; Carlo Zinelli, Charles Boussion, Giovanni Battista Podestà, con le sue sculture colorate che indagano la dialettica tra bene e male; Augustin Lesage, il quale afferma che i suoi minuziosi lavori siano dettati da spiriti con cui entra in contatto, stessa cosa per la produzione di Madge Gill. Infine, le meravigliose maschere di Angelo Meani, realizzate con le stoviglie rotte che i grandi magazzini gli mettono a disposizione durante gli anni ’60 e ’70 del ‘900, che giocano sul rapporto dicotomico di vero e falso. La forza della mostra del Mudec è quella di far proprio un inconsueto punto di vista: quello degli artisti outsider, di coloro che hanno scelto di tener fede senza compromessi al proprio personalissimo modo di essere e di attraversare il mondo.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

La prima edizione di CARMI.CO porta l’arte diffusa tra le colline toscane di Carmignano

Fino al 24 maggio è in scena CARMI.CO, una settimana di arte diffusa che presenta 5 mostre, 5 residenze d’artista…

23 Maggio 2026 17:10
  • Mostre

Intrusi: pittura e sconfinamenti a Pesaro con Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso

Una doppia personale di Gianmarco Garbugli e Antonio Peluso mette in dialogo le opere di due giovani pittori evidenziandone affinità…

23 Maggio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Non solo Padiglione Austria: la performance di Florentina Holzinger nella Laguna di Venezia è un manifesto del collasso

Corpi nudi, ganci nella carne e campane sollevate dalla gru: quella di Holzinger non è provocazione fine a se stessa,…

23 Maggio 2026 16:30
  • Premi

Nasce il Premio ACEA Contemporanea: identikit del nuovo concorso per artisti emergenti

Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsità idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…

23 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Come la materia si trasforma: il progetto di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino

Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…

23 Maggio 2026 13:30
  • Mercato

Blindarte: la primavera delle aste tra moderno, contemporaneo, antico e design

Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…

23 Maggio 2026 13:05