Categorie: Mostre

Due artisti per due fondazioni; Pica e Aldrich a Roma

di - 12 Giugno 2022

Due personali di artisti internazionali della stessa generazione presentate in altrettante fondazioni private dimostrano il loro fondamentale ruolo per la diffusione dell’arte contemporanea nella città di Roma, in accordo con le istituzioni pubbliche, che non sempre dimostrano la stessa capacità di registrare l’attualità. Per interpretare la città eterna l’artista argentina Amalia Pica (Neuquén, 1978), protagonista di “Quasi” alla Fondazione Memmo, ha scelto la chiave della catacresi, una figura retorica che consiste nell’uso di parole al di là del loro significato proprio, come la “gamba” del tavolo o il “collo” della bottiglia. “Mi sono relazionata alla città attraverso la chiave della cultura materiale “ spiega l’artista , che aveva già cominciato a lavorare sulla catacresi alcuni anni fa, dopo aver incontrato questa parola per la prima volta in un romanzo di Roberto Bolaño, I detective selvaggi (1998).

Amalia Pica, (Quasi) Catachresis, 2022. Mixed media, variable dimensions. Courtesy: the artist and Fondazione Memmo. Photo: Daniele Molajoli

Una caratteristica che accomuna le 21 opere presenti in mostra, curata da Francesco Stocchi, è la loro dimensione domestica, legata ai lunghi mesi di lockdown, che le persone hanno trascorso in case che si erano trasformate in spazi di reclusione, dove ogni oggetto si era caricato di significati simbolici, a volte magici e misteriosi. Così, attraverso oggetti recuperati da artigiani e mercatini romani, l’artista ha costruito un insieme di opere caratterizzate da una rarefatta eleganza, dove ogni scultura possiede una relazione privilegiata con lo spazio che la circonda.

Richard Aldrich, An exploration of how time only exists in half steps. Exhibition view at Fondazione Giuliani Roma 2022. Photo di Giorgio Benni

Rastrelli, paralumi, seghe, sedie, scarpe da ginnastica, bottiglie e gambe di tavoli, in un gioco originale e sorprendente di abbinamenti. “Forme e testo diventano un tutt’uno per dar vita ad una mostra che è una sorta di pièce teatrale” aggiunge il curatore. Se Amalia Pica lavora con le cose, l’artista concettuale americano Richard Aldrich (Hanpton,1975) è interessato soprattutto alla pittura, protagonista di Studio su come il tempo esista solo in semitoni, la sua prima grande personale in Italia, curata da Adrienne Drake alla Fondazione Giuliani. Una mostra costruita intorno ad una narrazione intima, simile ad un’esplorazione nella storia della pittura , dove si mescolano suggestioni provenienti dalla cultura pop uniti a esperienze personali.

Richard Aldrich, Hand, 2017. Photo Giorgio Benni. Courtesy l’artista e Bortolami Gallery New York

Si tratta soprattutto di dipinti di varie dimensioni, sia di carattere astratto che figurativo, allestiti in maniera libera e non cronologica, come una sorta di appunti sul tempo che passa e si sedimenta nella memoria dell’artista. “Aldrich è interessato al modo in cui gli oggetti possono essere utilizzati per esplorare il concetto di tempo per la comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda” spiega la curatrice. Grazie alla sua formazione musicale, l’artista pone l’attenzione ai piccoli intervalli che creano tensioni impercettibili, tra l’idea e la sua realizzazione. Il risultato è una mostra che intende riflettere sull’essenza stessa della pittura oggi, in maniera sofisticata e puntuale.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Design

DESINA 2026, a Napoli torna il festival dedicato al graphic design

Dal 9 al 12 aprile 2026, torna a Napoli DESINA: il festival della grafica, arrivato alla quarta edizione, porta negli…

6 Aprile 2026 10:30
  • Mostre

Il disegno diventa spazio: Amparo Viau in mostra alla ArtNoble Gallery di Milano

L'artista argentina Amparo Viau presenta la sua prima personale europea alla ArtNoble Gallery di Milano: un'installazione di 40 metri, tra…

6 Aprile 2026 9:30
  • Mercato

Anime e manga all’asta: da Christie’s boom da $ 1,4 milioni

Non solo fenomeni pop. A New York, la vendita della major ha polverizzato le stime e conquistato una nuova generazione…

6 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Jenny Saville a Ca’ Pesaro: la carne, il mito e la lezione veneziana

Carne e colore: Jenny Saville arriva a Venezia con una grande personale a cura di Elisabetta Barisoni e visitabile fino…

6 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

La rivolta illustrata di Nanni Balestrini

A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la luciditĂ  sovversiva di un artista capace…

5 Aprile 2026 18:06
  • Arte contemporanea

Il corpo insiste: Roberto de Pinto porta la sua pittura ostinata da Galleria Minini a Milano

Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…

5 Aprile 2026 17:00