Afro, Il pendolo, 1962
Una mostra speciale nel cuore di Roma, nata dalla collaborazione tra le gallerie Antonacci Lapiccirella Fine Art (di Roma) e Matteo Lampertico (di Milano). Si intitola 1950 â 1970. Due decenni di arte a Roma e propone un viaggio attraverso la scena artistica italiana del dopoguerra, fino al 13 giugno. Unâoccasione preziosa per riscoprire, attraverso una selezione di opere significative, il ruolo di Roma come centro propulsore dellâarte tra gli anni â50 e â70. I protagonisti in via Margutta 54 sono nomi come Carla Accardi, Afro, Gastone Novelli, Bice Lazzari, Leoncillo Leonardi, Jannis Kounellis, Mario Schifano e Salvatore Scarpitta. I grandi nomi del panorama della Roma del dopoguerra.
Al centro dei riflettori, e in apertura di mostra, incontriamo subito un lavoro monumentale di Leoncillo che giĂ lascia intuire la portata dellâesposizione. Si chiama Centralinista, anno 1949: è una delle piĂš importanti sculture in ceramica di questo periodo, per âartista, che qui dimostra la perfetta trasposizione in scultura dei dettami del Cubismo, che in quegli anni, nel primo dopoguerra, dominava la scena artistica internazionale. Si passa poi alla stagione dellâInformale, il viaggio è offerto da alcune opere di Scialoja, Afro e Mimmo Rotella. Occhi puntati su due opere di Afro: Il pendolo, 1962 e Sottobosco 2, 1965.
Ma il momento piĂš innovativo dellâarte del dopoguerra a Roma è senza dubbio lâinizio degli anni Sessanta, con i due protagonisti assoluti della scena: Mario Schifano e Jannis Kounellis. E li ritroviamo ovviamente in mostra: del primo il percorso espositivo offre un lavoro del 1963, En plein air, in cui lâartista si avvale di immagini derivate dalla grafica pubblicitaria ma le ripropone con uno stile ancora squisitamente pittorico; di Kounellis è esposto invece uno dei celebri Alfabeti, ovvero una delle composizioni con numeri e simboli matematici di colore scuro stampigliati su un foglio bianco. Il filo rosso è la fascinazione +, lâintrigo e lâambiguitĂ del linguaggio.
Stesso tema e resa differente per Gastone Novelli. Nei suoi dipinti, come in Campo dei giochi del 1965 (unâopera selezionata per la prossima retrospettiva di CĂ Pesaro a Venezia), ÂŤle parole fluttuano in uno spazio senza confini o prospettiva, spiegano gli esperti, ÂŤfinalmente liberate dalla schiavitĂš di un linguaggio razionale e, proprio grazie a questo, acquisiscono una inedita risonanza poeticaÂť.
Altri pezzi su cui soffermarsi sono stati realizzati da due artiste che finalmente vengono riscoperte non solo a livello di critica, ma anche di mercato: Bice Lazzari e Carla Accardi. Di questâultima, in particolare, si può ammirare in mostra uno dei celebri sicofoil, unâopera in cui viene utilizzato un nuovo materiale inventato dallâindustria chimica italiana negli anni sessanta e di cui lâartista fa uso per oltre un decennio. Lâappuntamento con due decenni dâarte romana è in via Margutta, fino al 13 giugno.
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