Categorie: Mostre

Estetiche della stasi nell’era digitale: la nuova mostra di Mare Karina a Venezia

di - 29 Marzo 2025

Ninfee dalle radici metalliche, immerse in un’acqua limpida; bamboline provenienti dai manga soft core; un avatar insonne —o, al contrario, immerso in un loop di sonno continuo. Sono queste le immagini che ci accolgono nella galleria Mare Karina di Venezia, dove è in corso l’esposizione States of Stagnation, bipersonale di Giacomo Mercuriali (Cesena, 1990) e Federico Tansella (San Benedetto del Tronto, 2003). La mostra è parte di una serie di progetti a cura di Caterina Avataneo, basata proprio sull’accostamento di due artisti che, proposti in un’unica stanza, dialogano, si influenzano o —come in questo caso— danno vita a cortocircuiti ed hackeraggi continui.

In particolare, nel caso di Mercuriali e Tansella, entrambi gli artisti si affidano ai codici semantici dei videogiochi e ai linguaggi delle nuove tecnologie per esprimere visioni diametralmente opposte del riposo e dello “stagnare”.

Mare Karina, Mercuriali & Tansella, States of Stagnation, exhibition view, ph Tiziano Ercoli

Per Mercuriali, infatti, ciò si declina in scenari pastorali dalle reminiscenze rococò, ma dall’esplicita vena pornografica. Su sfondi rigogliosi, tutta una serie di seducenti ninfe ipersature posano nude: sono riferimenti ai sempre più popolari hentai. Ma le sue muse non sono altro che simulacri prodotti da un’intelligenza artificiale, il cui operato si manifesta non tanto nell’illusione della pittura a olio, quanto nei glitch che incrinano la coerenza della rappresentazione: cavi che emergono dalla vegetazione, arti sovrannumerari che interrompono la fluidità anatomica, strutture metalliche che sostengono le immagini e ne prolungano l’esistenza nell’ambiente espositivo. Qui l’immagine non è più, dunque, un dispositivo di rappresentazione, ma un evento post-mediale che si colloca nell’iper-realtà di Jean Baudrillard: uno stadio universale in cui l’immagine è senza origine, senza referente, un bellissimo calco privo di matrice.

Tansella, al contrario, si appropria delle estetiche del corpo inattivo, della soggettività che si sottrae alla produttività sociale. Qui, a suo modo, il corpo stagnante diventa corpo politicizzato, dimostrandoci che in una società votata all’iperproduttività, l’inattività e la letargia diventano sintomi patologici e, al tempo stesso, armi di resistenza. La sua ricerca ruota infatti attorno a sottoculture digitali accomunate dal loro ritrarsi dalla vita sociale: i NEET —giovani “Not in Education, Employment, or Training”— e gli hikikomori, eremiti moderni, confinati nelle loro abitazioni. Queste due comunità vengono idealmente riunite dalla bandiera socialista parte dell’opera For Those Who Lay Down (2025). Il tessuto è appena visibile nel suo scrigno di vetro, costantemente riempito da un fumo dal profumo metallico.

Mare Karina, Mercuriali & Tansella, States of Stagnation, exhibition view, ph Tiziano Ercoli

Giace sul pavimento anche l’installazione Pour en finir avec le travail (2025): un’uniforme tipicamente usata dai NEET, una vera e propria armatura, ma svuotata di qualsiasi guerriero. In questo modo, due oggetti legati nella nostra mente all’azione politica e alla lotta sociale diventano elementi inerti. Ma è proprio in questo che risiede la loro forza rivoluzionaria: sono inutilizzati, ma non inutili. Il potere, qui, sta proprio nella loro stasi in una società che richiede continuo movimento.

Esempio di ciò è anche il protagonista di Vincere / All we ever wanted was everything (2025): un personaggio del famoso videogioco Grand Theft Auto che sceglie di rimanere disteso a letto per le intere 24 ore del video, riprodotto in loop. L’avatar, con questa non-azione trasgredisce dunque alle regole che soggiaciono ad una narrazione in cui la scalata sociale e l’accumulo della ricchezza sono i fini ultimi.

L’accostamento tra Mercuriali e Tansella non si risolve dunque in una sintesi, ma piuttosto in una dialettica polare in cui il movimento e la stasi, la saturazione e la sottrazione, il simulacro e il corpo politico, si definiscono reciprocamente. In questo senso, States of Stagnation diventa un esperimento espositivo, che gioca sui limiti dell’immagine contemporanea e sulle strategie di resistenza che ancora possono essere esercitate al suo interno.

Mare Karina, Mercuriali & Tansella, States of Stagnation, exhibition view, ph Tiziano Ercoli
Mare Karina, Mercuriali & Tansella, States of Stagnation, exhibition view, ph Tiziano Ercoli

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