Tancredi, Luci di Venezia, 1959, tempera su carta applicata su tela, cm 98x138
Corrispondenze non è solo un titolo, corrispondenze sono quelle in cui ci si trova immersi a Cortina, negli spazi di Farsettiarte, di fronte alla vicinanza di opere di artisti che, seppur molto distanti tra loro cronologicamente e formalmente,hanno condiviso una medesima tensione verso la ricerca, la percezione e il gesto, offrendo nuove chiavi di lettura della storia dell’arte.
Così, per esempio, la potenza narrativa e corporea della figurazione ben espressa da Edicola di Renato Guttuso (1965) e l’essenzialità vibrante di Superficie bianca di Enrico Castellani (1998), condividono un’intensità quasi tattile del rapporto con la materia. La coppia Rhythme de danse à l’Opera di Gino Severini (1950) è invece accostata a Rosa-rosae-rosa di Piero Dorazio (1967), mettendo in evidenza la relazione tra la geometria ritmica del Futurismo severiniano e la trama luminosa e musicale delle campiture doraziane. Qui la forma diventa ritmo e la luce si fa struttura, creando una continuità ideale tra le prime ricerche sul dinamismo e le successive esplorazioni cromatiche dell’astrazione.
Lungo il percorso nasce anche una corrispondenza tra Giorgio de Chirico e Tancredi, concentrata su due visioni diverse della stessa città: Venezia. Il Ponte di Rialto di de Chirico (metà anni Cinquanta), sospeso tra memoria e metafisica, restituisce una Venezia immobile, simbolica, quasi architettura mentale. In contrasto, Luci di Venezia di Tancredi (1959) vibra di bagliori e riflessi: una città liquida, luminosa, percepita attraverso il gesto rapido e la frammentazione coloristica. È un dialogo tra immobilità e pulsazione, tra sogno e energia.
La vicinanza tra Filippo de Pisis e Mario Ceroli pone in relazione la delicatezza pittorica del primo in Natura morta con maschera (1926), fatta di intime percezioni e atmosfere leggere, con la forza volumetrica e iconica dei canali di metallo con terre colorate di Senza titolo di Ceroli (2010). Il loro accostamento, tra fragilità e presenza, tra gesto pittorico e costruzione scultorea, apre a una riflessione su materia e memoria.
L’intero percorso apre spazi di grande percezione, territori dove l’occhio può riconoscere legami nuovi e dove la storia dell’arte si lascia attraversare da inattese risonanze.
A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…
Non solo il meglio dell’arte in vendita. A Maastricht, la qualità museale delle opere negli stand è in dialogo con…
Il compositore Yann Tiersen ha costruito il suo concerto nella Sala Fucine delle OGR di Torino tra pianoforte, ambient ed…
Lucy Orta presenta, alla CasermArcheologica di Sansepolcro, una poetica installazione nata da una residenza in Valtiberina e costruita insieme alla…
Il progetto espositivo di Sonia Leimer e Christian Kosmas Mayer trasforma una collezione unica di 43 torce olimpiche in un…