Categorie: Mostre

“GERANOS – Subcultures of the Sun (Movimento III)” | Riccardo Arena a Casa degli Artisti

di - 15 Dicembre 2025

Un percorso che trasforma il piano terra della Casa degli Artisti di Milano in un dispositivo di ricerca vivo, dove archivi, miti, antropologia e immaginazione collettiva si intrecciano, generando un ambiente instabile e partecipativo in continua mutazione. La fase milanese di GERANOS rappresenta il momento più corale e generativo di una ricerca avviata nel 2021, sviluppata insieme al curatore Noah Stolz e già presentata in due precedenti tappe: il Movimento I a Monte Verità (2022), in dialogo con i seminari internazionali dedicati al Libro Rosso di Jung, e il Movimento II al Museo Elisarion di Locarno (2024, l’avevamo raccontato qui). Quest’ultima esposizione ha costituito un passaggio fondamentale per il capitolo terzo, una fase in cui Arena aveva attivato una riflessione sulla dimensione visionaria dei luoghi, immergendo la ricerca nel contesto simbolico del Monte Brè e nell’eredità culturale del vecchio “Sanatorium della Gioia”, sede storica dell’Elisarion. Lì il progetto aveva iniziato a espandersi verso un immaginario solare e metamorfico, mettendo in relazione materiali d’archivio, mitologie personali e studi sull’esperienza estatica. Le installazioni, pensate come portali luminosi, tracciavano un asse tra Oriente e Occidente, tra danza, fogli manoscritti e atlanti iconografici; il pubblico era invitato a entrare in una spirale percettiva che fungeva da prologo alla natura processuale della mostra di Milano. Il passaggio locarnese ha così definito un terreno di risonanze, intime e collettive, che nel Movimento III tornano amplificate, riprese e rimesse in circolo attraverso nuovi dispositivi partecipativi.

Riccardo Arena, GERANOS installation view, courtesy Casa degli Artisti, ph. FILIPPO ROMANO

L’artista amplia qui il percorso attraverso un dispositivo espositivo che coinvolge il collettivo curatoriale formato da Katia Anguelova, Vittoria Broggini, Giusy Checola, Susanna Ravelli, Giulio Verago e una comunità di ricercatori, studenti e artisti invitati, trasformando la mostra in un laboratorio in cui teoria, gesto, suono e immaginazione vengono attivati simultaneamente. Il progetto trae la propria origine dalla danza rituale Geranos che, secondo il mito classico, Teseo eseguì dopo essere uscito dal labirinto. Interpretata dallo storico delle religioni Károly Kerényi come metafora di un sapere appreso attraverso il corpo e il movimento, la spirale della danza diventa per Arena modello di ricerca: una metodologia utile a indagare genealogie simboliche, relazioni tra immagine e conoscenza e letture non lineari dei fenomeni culturali.

Riccardo Arena, GERANOS installation view, courtesy Casa degli Artisti, ph. FILIPPO ROMANO

In questa cornice, Arena attiva archivi e patrimoni culturali internazionali come organismi viventi: Monte Verità, la Fondazione Eranos con il Warburg Institute di Londra, e il Museo Antropologico di Città del Messico. Materiali di studio, installazioni, interventi performativi e contributi teorici non sono mai fissi, ma divengono strumenti attraverso cui generare connessioni e rifrazioni tra passato e presente, memoria e immaginazione collettiva. La mostra, in quanto dispositivo processuale, produce un’esperienza partecipativa in cui la ricerca si manifesta come pratica viva e dinamica. GERANOS è parte della programmazione Omnirica – Spazi desideranti di Casa degli Artisti, che promuove progetti in cui la ricerca e la sperimentazione diventano esperienza e partecipazione. Lo spazio espositivo, così ridefinito, diventa un “centro di ricerca in forma di laboratorio/mostra”, dove il concetto di in itinere non è solo metodologico ma esperienziale e il visitatore entra in un ambiente instabile, danzante e trasformativo, testimone e partecipe di un processo in costante divenire.

Riccardo Arena, GERANOS installation view, courtesy Casa degli Artisti, ph. FILIPPO ROMANO

Il progetto si sviluppa attraverso un complesso dialogo tra mito, storia delle immagini, antropologia e pratiche utopiche, connettendo conoscenze e archivi lontani nel tempo e nello spazio. Arena considera questi materiali come entità viventi, stimola un procedimento che oscilla tra analisi, intuizione e trasformazione. Il percorso milanese costituisce anche il primo momento di creazione di un fondo archivistico destinato al Museo MA*GA, documentando sia la pratica dell’artista sia l’intreccio di materiali e conoscenze da cui essa trae origine, dando vita a un archivio vivo, eccentrico e non classificabile. A completare l’esperienza, un ampio public program di talk, workshop e azioni performative scandisce il percorso, attivando le diverse dimensioni della mostra e amplificando la sua natura processuale.

GERANOS – Subcultures of the Sun (Movimento III) si configura così come una piattaforma di ricerca aperta e in continua evoluzione, dove spazio, gesto, immaginazione e archivio diventano strumenti di conoscenza condivisa e partecipata, rivelando la potenza del laboratorio come forma espositiva e pedagogica.

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