Utagawa Hiroshige, Pesci ayu
Un viaggio che attraversa più di tre secoli di storia della grafica giapponese, tra maestri storici, artigianato e cultura pop, offrendo uno sguardo approfondito su un’arte che ha saputo rinnovarsi senza mai perdere il legame con le sue radici: ecco cosa sarà Graphic Japan Museo Civico Archeologico di Bologna.
La mostra, che si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano, si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà il 13 ottobre 2025 e di cui Rossella Menegazzo è Responsabile Cultura del Padiglione Italia. Come sua simbolica prosecuzione in Italia, il progetto espositivo ne prende il testimone: Graphic Japan estenderà a Bologna il focus sulla cultura giapponese, con un approfondimento sulla grafica e le arti visive. La curatela di Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sostenuta da queste importanti istituzioni, arricchisce l’esposizione di un approccio multidisciplinare, capace di unire storia dell’arte, antropologia visiva e cultura popolare. Il risultato è una mostra che parla tanto agli esperti quanto a chi si avvicina per la prima volta alla grafica giapponese, rendendo accessibile un patrimonio visivo ricco e complesso.
Le opere in prestito infatti provengono da importanti istituzioni italiane e giapponesi, pubbliche e private,tra cui il Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” di Genova, il Museo di Arte Orientale di Venezia, Biblioteche civiche e nazionali e da collezioni Giapponesi tra cui la Dai Nippon Foundation for Cultural ProMotion e la Adachi Foundation. Il percorso espositivo si struttura in quattro sezioni tematiche – Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo – che non solo raccontano le trasformazioni tecniche e stilistiche dalla stagione delle stampe ukiyo-e fino alla cultura visiva del manga moderno, ma riflettono anche l’evoluzione culturale e sociale del Giappone.
Dai paesaggi immaginifici di Hokusai, maestro indiscusso della silografia, alle storie e ai colori del fumetto giapponese, ogni opera è un tassello di un racconto più ampio, capace di parlare a un pubblico globale e di diverse generazioni. L’esposizione restituisce il carattere dinamico della grafica nipponica, dove la sapienza artigianale incontra l’innovazione creativa: i katagami – le mascherine per la tintura dei tessuti – si affiancano ai manifesti moderni, i libri illustrati alle stampe d’autore. Questa pluralità di linguaggi e supporti rende evidente come il segno grafico giapponese non sia mai stato un semplice mezzo decorativo, ma una forma espressiva in continua evoluzione e dialogo con le altre arti, aprendo una interessante riflessione sulle contaminazioni culturali che animano il mondo dell’arte.
Il progetto espositivo si distingue anche per l’attenzione verso un pubblico molto ampio e variegato. Grazie alla collaborazione con “Senza titolo”, la mostra sarà accompagnata da un ricco calendario di attività didattiche, percorsi specifici per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali. Queste iniziative sono pensate non solo per bambine, bambini, ragazze e ragazzi, ma anche per il pubblico adulto, offrendo così un’esperienza coinvolgente e accessibile a tutte le età.
Graphic Japan non è solo un omaggio a un’arte millenaria, ma una celebrazione della capacità della grafica di reinventarsi e di dialogare con il presente. Nel tempo in cui l’immagine si fa globale, questa mostra è un invito a riscoprire il valore del segno, della linea, e del colore come veicoli di memoria e innovazione.
La mostra è organizzata da MondoMostre.
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