Categorie: Mostre

Hashimoto | Galerie Italienne

di - 31 Gennaio 2020

Come sappiamo, gli aquiloni sono fatti per volare nel cielo, ma quelli di Jacob Hashimoto fluttuano sulle pareti, stavolta quelle di Galerie Italienne.

L’artista americano di origini giapponesi esprime la sua poetica della leggerezza attraverso composizioni in carta di riso o bambù, dalle forme geometriche e pattern variopinti.

Le sue installazioni, fatte di aquiloni in miniatura, con un’apparente staticità, proiettano un movimento continuo che gioca tra spazi vuoti e pieni. Ondeggiando nell’aria, la semplice superficie piatta della carta, crea labirinti di incastri che moltiplicano la loro profondità.

Le opere sono appese, tendono verso il basso ma non sono pesanti. Per sostenere la struttura sono usati dei fili sottili in nylon che legano tra loro i fogli.  Se la composizione nell’insieme sembra massiccia, in realtà è talmente delicata da essere mossa da un semplice soffio.

Il minuzioso lavoro di assemblaggio dei vari elementi riflette l’importanza affidata al gesto e alla solennità artigianale giapponese che fa fede alla precisione d’esecuzione.

Queste piccole componenti hanno il loro giusto incastro come un puzzle: ogni tassello non può essere spostato e deve far parte di quel preciso posto, per offrire l’effetto della tridimensionalità e del movimento equilibrato. Come nell’intelaiatura cromatica digitale fatta di pixel, qui i colori sono incastonati e compongono un’unica struttura. Così, questo delicato ammasso di strati sottili, riunisce tradizione e modernità, rimandando sia alla natura che al mondo virtuale.

Evocatori di pacatezza, levità e purezza, gli aquiloni di Hashimoto non sono concepiti per volare via nell’aria, ma per dare l’idea del loro volo con la sospensione. Alla spensieratezza giocosa si contrappone l’intenzione di controllo: il movimento casuale e insensato viene indirizzato in qualcosa di più ordinato, trasformandosi in un movimento contenuto.

L’artista immortalando l’innocenza del moto, incanta lo spettatore: il gioco di oscillazioni impercettibili si propaga con quiete, stimolando una visione contemplativa che fluttua verso i nostri occhi.

La mostra è un evento del tutto inedito, dato che Hashimoto non esponeva sulla scena parigina da circa vent’anni. Il progetto dell’esposizione è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la galleria Veronese Studio La città, che promuove da anni il particolare lavoro di Jacob.

Le strutture complesse e quiete dell’artista sono a disposizione del pubblico fino al 22 febbraio.
Gli aquiloni si librano sui muri bianchi e accoglienti di Galerie Italienne, dimostrando che quello che Hashimoto vuole esprimere non è un’insostenibile leggerezza, ma una leggerezza sostenuta.

Chiara Bonanni

mostra visitata il 16 gennaio

Dal 16 gennaio al 22 febbraio

Hashimoto, Galerie Italienne,

15, rue du Louvre

75001 – Parigi

Info: www.galerieitalienne.com

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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