Categorie: Mostre

Il Castello di Miramare si apre al contemporaneo: la mostra “Naturae” a Trieste

di - 11 Dicembre 2024

Una coroncina di foglie d’acero, ali di farfalle che diventano pennellate, un cuscinetto di germogli e steli, il suono dei flussi naturali imprigionati dentro una bottiglia. Non si tratta di un dettaglio del Giardino delle delizie di Bosch o di qualche fantasia bucolica da cartolina: sono alcune delle opere parte dell’esposizione Naturae. Ambienti di Arte Contemporanea, a cura di Melania Rossi e visitabile per quasi un anno intero, fino al prossimo 9 novembre.

La grande mostra, ospitata nel Museo storico e Parco del Castello di Miramare a Trieste, si pone come un’esplorazione di ciò che lega —e allo stesso tempo di ciò che separa— uomo e ambiente, e lo fa attraverso le opere di diciotto artisti provenienti da contesti e generazioni diverse.

Tra i nomi, per elencarne solo alcuni: Marina Abramovic, José Angelino, Liu Bolin, Simone Berti, Gianni Caravaggio, Elisabetta Di Maggio, Rebecca Horn, Christiane Löhr, Macoto Murayama, Hermann Nitsch, Serse Roma e Luca Trevisani.

Elisabetta Di Maggio, Untitled

Al di là del percorso espositivo, articolato in dodici sezioni tematiche, è nelle singole opere che Naturae trova il suo reale punto di forza: tutte di altissima qualità, un qualcosa di ormai fin troppo raro nelle mostre di questa portata.

Ogni lavoro è, infatti, una piccola rivelazione, a partire dall’installazione di Pietro Ruffo (Roma, 1978), che ci accoglie all’inizio dell’esposizione. I suoi pesanti tendaggi evocano foreste primordiali, inesplorate: sono un portale per un tempo in cui i processi antropici ancora non avevano segnato in modo irreversibile il pianeta, o, perlomeno, lo facevano in misura minore.

Naturae. Ambienti di arte contemporanea. Installation view Ph. Hari Bertoja

Bellissime sono poi le Geografie Temporali di Sophie Ko (Tbilisi, 1981), realizzate con pigmenti puri e cenere compressi tra il vetro e il supporto posteriore del quadro. Le polveri, però, tendono inevitabilmente a crollare, creando piccole fratture e abbassamenti. È proprio questa tensione tra il collasso incontrollabile e l’atto di resistenza che interessa la Ko, che fa così riferimento alla fragilità e all’imprevedibilità dell’esistenza, che, per quanto cerchiamo di controllare, è inevitabilmente portata al crollo e alla metamorfosi.

Proseguendo nel percorso espositivo, incontriamo la sala dedicata a Jan Fabre (Anversa, 1958), con quattro imponenti opere che raccontano la violenta storia della colonizzazione del Congo belga. Qui, le eliche dei preziosi scarabei gioiello diventano tessere di mosaico, andando a comporre grandi immagini iridescenti, che scintillano sotto i nostri occhi, seducono e, al tempo stesso, lasciano un senso di inquietudine.

Luca Trevisani, Vodorosli

Anche l’opera di Marta Roberti (Brescia, 1977) si compone di fronte a noi tassello dopo tassello: in questo caso, le unità di base sono fogli di carta carbone, che, accostati l’uno all’altro, vanno a formare un paesaggio incontaminato, dove figure umane e animali popolano una sorta di denso Eden primordiale.

L’esposizione continua poi negli ambienti esterni del castello, dove incontriamo Towards You di Bianco-Valente e l’imponente scultura Zenith 3 di Mimmo Paladino (Padula, 1948): un cavallo dalle linee essenziali e stilizzate, immerso nel verde del giardino di Miramare.

Sembrerebbe quasi di avere di fronte il cavallo di Troia, che in questo caso, però, non custodisce soldati, ma qualcosa di ben diverso: l’uomo nella sua essenza artistica, che penetra nel cuore della natura non per distruggerla, ma per comprenderla e reinterpretarla.
Non è un’invasione: è un dialogo. E tutta la mostra, in fondo, funziona un po’ in questo modo.

Naturae. Ambienti di arte contemporanea. Installation view Ph. Hari Bertoja

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

A Milano Lia Rumma dedica un’ampia mostra agli ultimi lavori di William Kentridge

È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…

15 Marzo 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nelle opere di Iain Andrews il colore diventa cura

Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…

15 Marzo 2026 16:00
  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

Other Identity #196, altre forme di identità culturali e pubbliche: Alessandra Zerbinati

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

15 Marzo 2026 9:30