Categorie: Mostre

Il MACRO di Roma si muove tra la club culture e l’impegno civile: due mostre a confronto

di - 17 Febbraio 2026

La retrospettiva che il MACRO dedica a Dissonanze ricostruisce i dieci anni di attività del festival, offrendo al pubblico un quadro articolato di unesperienza che, tra il 2000 e il 2010, ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento italiani per la sperimentazione elettronica e audiovisiva. La mostra, curata da Cristiana Perrella, fino al 22 marzo, segue un andamento cronologico che consente di ripercorrere le diverse edizioni attraverso documenti, materiali darchivio e apparati esplicativi, delineando levoluzione del progetto ideato da Giorgio Mortari e il suo progressivo consolidarsi nel panorama internazionale.

Lallestimento valorizza in particolare il patrimonio fotografico del festival, presentato lungo la sala come testimonianza diretta delle performance, degli artisti invitati e dei contesti architettonici che hanno ospitato gli eventi. Le immagini restituiscono la varietà delle proposte e la qualità dei protagonisti coinvolti, tra cui figure centrali della scena elettronica globale come Ryoji Ikeda e Richie Hawtin, evidenziando il ruolo di Dissonanze nel promuovere una riflessione sul rapporto tra suono, tecnologia e spazio urbano. La documentazione visiva, affiancata da testi di contestualizzazione, permette di comprendere la portata culturale del festival e la sua capacità di connettere Roma ai circuiti più innovativi della ricerca internazionale. Interessante e coinvolgente per i diversi sensi, il percorso dedica unattenzione specifica alla dimensione sonora: ogni sezione è infatti dotata di cuffie che consentono di ascoltare brani e registrazioni legate alle varie edizioni, offrendo così unimmersione diretta nelle atmosfere che hanno caratterizzato le differenti fasi del festival. Particolarmente riuscita e attrattiva risulta infine la stanza buia concepita come una vera e propria dance room, dove una struttura di LED blu si muove a ritmo di musica, generando un ambiente immersivo che richiama lesperienza diretta del festival. In questo spazio il museo assume una configurazione dinamica e partecipativa, traducendo in chiave espositiva lenergia della club culture e offrendo al visitatore la possibilità di entrare fisicamente nel clima che ha reso Dissonanze un appuntamento centrale per la scena elettronica.

One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze. Installation view of the exhibition at MACRO,
Roma, 2025. Photo OKNOstudio. Courtesy MACRO, Roma

Con Sorelle senza nome, fino al 6 aprile, Jonathas de Andrade porta un progetto filmico di forte intensità civile ed emotiva. Curata da Cristiana Perrella nellambito di Conciliazione 5, iniziativa promossa dal Dicastero per la Cultura e lEducazione del Vaticano e prodotta da Fondazione In Between Art Film, la mostra si inserisce nella programmazione sostenuta dallAssessorato alla Cultura di Roma Capitale e dallAzienda Speciale Palaexpo, aprendo una stagione che pone al centro il linguaggio dellimmagine in movimento come strumento di indagine critica e memoria. Il cortometraggio nasce da una ricerca condotta presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso e si concentra sulla vicenda di una comunità di religiose missionarie attive nel Brasile degli anni Sessanta, anni segnati dallinstaurazione della dittatura militare e da un clima di repressione che investì duramente le realtà impegnate sul piano sociale. All’interno di questa cornice, le protagoniste intrecciarono spiritualità, educazione popolare e militanza politica; le minacce ricevute le condussero successivamente a lasciare il paese e a stabilirsi a Roma, dove, abbandonati i voti religiosi, proseguirono in forma laica un lavoro rivolto alle classi marginalizzate.

Il titolo richiama il principio dellanonimato che la comunità ha eletto a fondamento della propria identità collettiva, una scelta etica che ha regolato nel tempo tanto la dimensione privata quanto quella pubblica della loro azione, e acquista un valore ancora più incisivo alla luce della decisione, maturata per la prima volta in questa occasione, di esporsi direttamente davanti alla macchina da presa e di affidare alla parola filmata la propria storia.

Jonathas de Andrade, Sorelle senza nome Sisters With No Name, 2025. Video, 20’. Commissionato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, progetto CONCILIAZIONE 5. Prodotto da Fondazione In Between Art Film. Installation view of the exhibition at MACRO, Roma, 2025. © Photo OKNOstudio. Courtesy MACRO, Roma

De Andrade struttura il racconto attraverso unalternanza calibrata di materiali darchivio e testimonianze orali, intrecciando la vicenda della comunità con i movimenti cristiano-sociali e con le lotte politiche che hanno attraversato lAmerica Latina e lEuropa nella seconda metà del Novecento. Il montaggio rifugge ogni compiacimento e affida la forza del film alla densità delle voci e dei volti, che emergono con una limpidezza narrativa in grado di coinvolgere lo spettatore sul piano storico e umano.

In diversi momenti lopera raggiunge unintensità emotiva particolarmente profonda, soprattutto quando il racconto pubblico si intreccia alla dimensione più intima delle scelte compiute, facendo affiorare le speranze, i timori e le rinunce che hanno accompagnato quel percorso; lo spettatore viene così accompagnato allinterno di una vicenda che mette in dialogo fede e impegno politico, esperienza dellesilio e costruzione di nuove forme di appartenenza, continuità ideale e trasformazione biografica, trovando nella sobrietà del linguaggio cinematografico una misura coerente con la complessità dei temi affrontati. Sorelle senza nome è un lavoro di notevole sensibilità, capace di tenere insieme il rigore documentario e la partecipazione emotiva, restituendo visibilità e riconoscimento a una storia rimasta a lungo in ombra e offrendo al pubblico unoccasione di riflessione necessaria.

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