Willie Doherty, Where / Dove, 2020 (still da video). Courtesy Fondazione di Modena - Fondazione Modena Arti Visive, Kerlin Gallery, Dublino, Alexander and Bonin, New York
Alla Fondazione Modena Arti Visive, nella Palazzina dei Giardini, in questi giorni era prevista l’inaugurazione di “Where / Dove”, a cura di Daniele De Luigi, la prima personale in un’istituzione italiana di Willie Doherty (1959, Irlanda del Nord), artista che nel 2007 ha rappresentato l’Irlanda del Nord alla 52ma Biennale di Venezia, due volte finalista del Turner Prize e invitato a Documenta, Manifesta, alle biennali di San Paolo e Istanbul.
Le sue opere sono nelle collezioni di istituzioni, tra cui Irish Museum of Modern Art, Dublino; MoMA – Museum of Modern Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Tate Britain, Londra; Walker Art Center, Minneapolis.
Nell’impossibilità di aprire la mostra a causa della situazione generale, dal 12 al 16 novembre Fondazione Modena ha deciso di mettere a disposizione in streaming in anteprima assoluta il nuovo film di Willie Doherty, “Where / Dove”, commissionato in occasione dell’omonima mostra (le cui nuove date di apertura saranno comunicate appena possibile), co-prodotta da Fondazione Modena Arti Visive e National Museums Northern Ireland e realizzata con il sostegno del British Council nell’ambito della UK/Italy Season 2020.
Dalle 11.00 del 12 novembre il film sarà  disponibile al link che sarà pubblicato nel sito di Fondazione Modena Arti Visive, alla pagine che potete trovare qui.
Il film Where / Dove è stato prodotto da Fondazione Modena Arti Visive con le gallerie Kerlin Gallery di Dublino e Alexander and Bonin di New York, e «racconta da due diversi punti di vista il medesimo paesaggio di confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, presentato come uno spazio ambiguo, malinconico e perennemente instabile, sospeso tra l’ombra del passato e il sogno del futuro.
Le voci dei due protagonisti si alternano per narrare la loro esperienza del confine, non solo come entità fisica, ma anche come stato psicologico. Il confine irlandese, con la sua storia travagliata, diventa qui un elemento per comprendere questioni come l’identità nazionale, il nativismo e l’esclusione che hanno dominato i recenti dibattiti internazionali sui confini e la libera circolazione delle persone», ha spiegato l’istituzione. (sc)
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