Il ponte dell’Immacolata può essere l’occasione buona per visitare la mostra dedicata a Giuseppe Uncini, presentata dalla Dep Art Gallery di Milano, che rimarrà aperta anche nel fine settimana, dal 7 al 9 dicembre 2023. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Uncini, con la curatela di Demetrio Paparoni e il Patrocinio del Comune di Milano, la mostra propone una lettura completa, della produzione dell’artista, celebre per l’utilizzo di materiali industriali come ferro e cemento non solo in chiave poetica ma anche per la loro stessa essenza materica. Le opere selezionate coprono un arco temporale che va dal 1961 al 2007, dando modo di esplorare tutti i cicli principali di Uncini, tra cui Cementoarmato, Mattoni, Ombre, Dimore, Spazi di ferro e Architetture.
Nato a Fabriano, nel 1929, e morto a Trevi, nel 2008, Uncini già nel 1960 sottolineava il carattere innovativo del suo lavoro chiarendone le motivazioni: «Io lavoro con il cemento e il ferro», affermava. «Questi materiali li uso con proprietà, nel senso che non li camuffo, che non me ne servo per trarre degli effetti particolari, al contrario li adopero come si adoperano nei cantieri, per costruire le case, i ponti e le strade, per costruire tutte le cose di cui l’uomo ha bisogno. Alla base di tutto questo c’è la necessità di costruire, di organizzarsi, c’è quel principio creativo che è all’origine di ogni progresso umano, questo è quanto nei miei oggetti voglio esprimere».
Nell’opera di Uncini è evidente come la sua ricerca si sia evoluta dal vissuto e della sua esperienza personale, infatti durante la Seconda guerra mondiale, la famiglia di Uncini si trasferì da Fabriano a Cerreto d’Esi. Abbandonati gli studi, Uncini è profondamente influenzato dalle abilità manuali e tecniche osservate nei mestieri locali. Dopo la guerra, trasferitosi a Roma, inizia il suo tirocinio artistico.
Negli anni Cinquanta il suo lavoro risente dell’opera degli astrattisti materici, ma sviluppa sin da subito la tendenza a conferire interesse ai materiali come terra, carbone e cemento. Sono gli anni della rinascita post-bellica segnati da iniziative artistiche soprattutto in città come Roma, Milano e Torino. In questo clima, già alla fine degli anni Cinquanta, Uncini mette a fuoco lavori dal carattere innovativo che, come testimoniano la critica e i tanti riconoscimenti ricevuti, rivestono un ruolo importante nella storia dell’arte italiana.
Questa nuova mostra alla Dep Art Gallery, con le sue 28 opere, propone un iter che dagli esordi ci porta alla fase conclusiva della sua vita, offendo a chi non ha familiarità con il suo lavoro la possibilità di comprendere perché Uncini è uno degli artisti più riconoscibili e apprezzati nella generazione del secondo dopoguerra.
La mostra di Giuseppe Uncini alla Dep Art Gallery è accompagnata da un catalogo curato da Antonio Addamiano, in italiano e inglese, comprensivo di apparati bio-bibliografici aggiornati e il testo del curatore Demetrio Paparoni. L’esposizione sarà visitabile fino al 27 gennaio 2024.
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