Categorie: Mostre

Juliana Cerqueira Leite, Orogenesi/Orogenesis | Museo Archeologico Nazionale

di - 16 Settembre 2019

La ricerca di Juliana Cerqueira Leite (1981) pone l’accento sui limiti del corpo umano, andando a esplorare con attenzione tutti i suoi spazi ergonomici. È seguendo questa pratica che, in occasione della mostra al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, vengono messe a confronto le celebri pose accovacciate dei calchi di Pompei, il concetto di fisicità durante le esplorazioni spaziali e la tecnica della contrazione che si oppone al rilascio, alla base della danza moderna e della pedagogia del movimento, come proposta dalla ballerina e coreografa americana Martha Graham. Tre mondi apparentemente distanti ma che, in realtà, trovano nella corporeità dell’essere umano una grande e perfetta sintonia.

La prima personale europea dell’artista brasiliana, trova spazio nelle sale in cui sono esposti i reperti relativi alla famosa Villa dei Papiri di Ercolano, il giusto terreno in cui entrare in contatto con la sua pratica. Si ottengono così ambienti in cui le diverse sculture e installazioni fotografiche dialogano con il classico, definendo al meglio le dinamiche antropometriche relative al rapporto tra corpo e spazio.

In questa direzione si inserisce Antropometry, opera in cui vengono imitati ideologicamente e fisicamente gli studi proposti dalla NASA nel campo dell’ergonomia e del design applicati allo spazio.

Juliana Cerqueira Leite, Orogenesi/Orogenesis, Napoli

Juliana Cerqueira Leite lavora all’interno di una struttura lignea in cui è presente un sedile al quale si legherà saldamente. Una volta congiunta entro la struttura sferica, l’artista tende il proprio braccio in ogni direzione fintanto che le è fisicamente possibile, creando dei segni nella superficie argillosa. Il risultato sarà una mappatura dell’estensione massima dell’arto in condizioni analoghe a quelle provate dai tecnici della NASA per la progettazione delle interfacce di comando che un astronauta attiva nel momento in cui si trova in assenza di gravità. Tale mappatura diventa il calco attraverso il quale viene realizzata la scultura vera e propria: «Una sfera grigia, una sorta di ameba che avviluppa sedia e corpo in un volume che risulta dall’attività produttiva».

Altrettanto interessanti i riferimenti visivi che vengono proposti. Gruppi di piccole fotografie prive di cornici e provenienti dagli archivi della NASA e da quelli di Martha Graham e del Parco Archeologico di Pompei e di Ercolano. Decine di immagini vengono accostate e ordinate, andando così a costruire una sorta di atlante in cui osservare le analogie.

Temi come la decostruzione del corpo e le sue infinite possibilità, la manipolazione della materia attraverso l’uso del modulo corporeo, risultano caratterizzanti nel lavoro di Juliana Cerqueira Leite, creano un vibrante contrasto visivo con i reperti archeologici del Museo Archeologico di Napoli, riuscendo così a superare le barriere del tempo e della storia.

Emanuele Castellano

Mostra visitata il 17 luglio

Dal 17 luglio al 23 settembre 2019

Juliana Cerqueira Leite, Orogenesi/Orogenesis

MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Piazza Museo, 19, 80135 Napoli

Info: 081 442 2149

Orari: dal mercoledì al lunedì, dalle 9 alle 19.30, chiuso il martedì.

Articoli recenti

  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02
  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30