Categorie: Mostre

La discontinuitĂ  come fattore di trasformazione. Le metamorfosi di Enrico David al Castello di Rivoli

di - 21 Dicembre 2025

La visione di Enrico David (Ancona, 1966) è una delicata ma incisiva materializzazione della metamorfosi creativa. Con la mostra Domani torno, progettata appositamente per lo spazio della Manica Lunga del Castello di Rivoli, realizza una scenografia di oltre ottanta opere appartenenti al suo fervido immaginario. Un mondo ibrido prende forma attraverso la scultura, il disegno, la pittura, le opere tessili e installazioni ambientali. Così come per il linguaggio materico, le opere si discostano volutamente l’una dall’altra per astrazione e figurazione. Domani torno potrebbe sembrare una collettiva di più artisti per la varietà di libertà con cui è realizzato ogni singolo lavoro. Si tratta invece di una superlativa sintesi rappresentativa del suo operato degli ultimi quarant’anni.

Enrico David – Domani torno, 2025. Installation view Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Photo by Sebastiano Pellion di Persano. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Le opere rispecchiano la sua fervida fantasia, accomunate da «l’autorità che come artista ho di mantenere il massimo controllo della nostra immaginazione», afferma Enrico David. La sua produzione è caratterizzata dall’elemento della discontinuità intesa come trasformazione. Attraverso il corpo, distorto, potenziato in fattezze grottesche, denuncia l’assurdità della condizione umana. La metamorfosi della sua visione sembra viaggiare tra fiaba, sogno e inquietudine.

La Manica Lunga si trasforma quindi in una scenografia teatrale in cui gli incubi incontrano la realtà, un irrealismo fantastico influenzato da una narrazione folkloristica, mitologica e carnevalesca. Ogni personaggio fa parte della cosmologia personale di Enrico David, risultato di una ricerca aperta, volta ad esplorare il potere della creatività. La diversità si rivela l’ingrediente basilare per costruire una narrazione autentica.

Enrico David – Domani torno, 2025. Installation view Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Photo by Sebastiano Pellion di Persano. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Attraverso le sue creature, Enrico David esplora la dimensione interiore dell’essere umano contemporaneo. Le sue sculture e i suoi disegni sembrano abitare un limbo culturale in cui, sebbene le credenze della tradizione popolare siano relegate a leggende, le possibilità e le implicazioni della tecnologia trasformano questi immaginari fittizi in potenziali e preoccupanti scenari futuri. Come accettare la fine di un’epoca, accorgersi che l’ingenuità di certe credenze si riveli un inganno alla luce della scienza? E contemporaneamente come ci si sente nel realizzare che gli esseri umani stessi siano in una fase di trasformazione verso l’ibrido, costantemente sotto la minaccia di una fine del mondo? Queste sono alcune delle riflessioni che il percorso visivo tra le opere di Enrico David accende, in un misto tra meraviglia e turbamento.

Enrico David – Domani torno, 2025. Installation view Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Photo by Sebastiano Pellion di Persano. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

La mostra Domani torno è stata anche l’occasione per presentare in Italia l’opera Il centro dei miei occhi è 160 (1995-2025), prodotta dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Kunsthaus Zürich grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council 2025. L’installazione luminosa suggerisce l’altezza del raggio visivo di Enrico David, ovvero la misura ideale per collocare le opere alla parete in relazione alla sua statura. Ma l’opera sembra metaforicamente alludere all’ingresso di una dimensione immaginativa in cui il neon diventa un portale luminoso tra corpo, tecnologia e astrazione.

Articoli recenti

  • Mercato

I record d’asta di Fratino, McKinney, Báez e Nishimura, e quello che hanno in comune

I nuovi traguardi fissati nel 2025 da quattro artisti Millennials diventano un’occasione per ripercorrere la loro carriera, dagli studi alle…

3 Marzo 2026 18:54
  • Mostre

Il Gran Teatro delle Idee: a ForlĂŹ il Barocco incontra il Novecento

Al Museo San Domenico di ForlĂŹ, “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee” rilegge il Seicento come categoria critica ancora attiva,…

3 Marzo 2026 18:36
  • Design

Morto a 96 anni Jean Widmer: sua la firma del logo del Centre Pompidou

È morto a 96 anni Jean Widmer, figura chiave del design europeo: fu autore dell'iconico logo del Centre Pompidou di…

3 Marzo 2026 17:30
  • Premi

Careof e la nuova generazione del video: Elisabetta Laszlo vince ArteVisione 2025

L'organizzazione no profit Careof di Milano annuncia la vincitrice di ArteVisione 2025: Elisabetta Laszlo, classe 2001, si aggiudica il premio…

3 Marzo 2026 16:29
  • Cinema

Alberto Barbera riconfermato alla Mostra del Cinema di Venezia fino al 2028

Il CdA della Biennale di Venezia ha confermato Alberto Barbera come direttore artistico della Mostra del Cinema per il biennio…

3 Marzo 2026 14:18
  • AttualitĂ 

Escalation nel Golfo: negli Emirati sono state sospese le attivitĂ  di musei e gallerie

Lo scenario della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga agli altri Paesi del Golfo, portando alla chiusura…

3 Marzo 2026 12:10