Lorenza Boisi, Duncan, Doreena and an Old Umbrella, olio su tela, 100x100cm, 2025. Courtesy of Traffic Gallery
Perseidi è il titolo del percorso di mostra di Lorenza Boisi (Milano, 1972) che la Traffic Gallery di Roberto Ratti presenta a Bergamo, con uno “sciame” di opere recenti e del 2025, selezionate dalla sua prolifica, riconoscibile e ampiamente riconosciuta, produzione pittorica. Una personale importante, per qualità, quantità e durata, da febbraio e fino al prossimo 17 maggio, che rinsalda la loro collaborazione avviata nel 2023 – quando il lavoro di Boisi anche scultoreo, in ceramica, era parte della collettiva Due o tre cose.
Trionfano i colori, olio su tela, che attengono al suo “modus pingendi” e che danno forma a ritratti di uomini e animali, come nelle fiabe, da un repertorio di figure realistiche, in ambientazioni sempre di scorcio. Figure, delle apparizioni, prese singolarmente, in coppie, triadi e gruppi, con volti e corpi non precisamente identificabili, ma che vengono talvolta appellate nei titoli. Boisi neutralizza le identità dei soggetti, la provenienza degli oggetti e i momenti immortalati, in un flusso temporale che muove dal presente, a ritroso nel passato e ritorno. «Questa pittura», afferma «parla di se stessa, è, di sé, soggetto ed oggetto», da statement.
Nel suo progetto compositivo «Si comincia dai desideri…», che stimolano poi una articolata fantasia simbolica, dove la freschezza coloristica e il tratto immediato – una pittura dei giorni, come in un diario, nutrita di richiami e ricordi dalla storia personale – affonda nelle origini di tutte le narrazioni umane; ricalcando lo schema studiato dall’antropologo Vladimir Propp (Morfologia della fiaba, 1928), rileggendo i miti e attualizzandone ataviche dinamiche di relazione, consultando i Tarocchi, interpellando la psicologia.
L’artista mette in campo un complesso sistema di significati, malcelati dietro alla disinvoltura di gesti e pose dei suoi personaggi, che dichiaratamente sono legati alla rappresentazione ma non vincolanti nell’interpretazione.
Si tratta di episodi che riemergono da una dimensione intima e sovrabbondante della memoria, come del sogno, e che si avverano in immagini galoppanti, in cui rivisita le atmosfere che le appartengono, dove ci sono, per esempio, gli immancabili suoi amati gatti, ma riconducibili all’inconscio collettivo, à la Jung.
Così il proprio caos si misura con un ordine cosmico; Boisi si rimette alle stelle, quelle cadenti a cui affidare i desideri, le Perseidi ne La notte di San Lorenzo (un tema poetico già frequentato nelle sue scene). L’opera guida di questa mostra infatti descrive una attesa, intanto che quei desideri si compiano, espressi nelle fantasie millenarie proprio nel giorno del suo onomastico, dichiara. “Nomina sunt omina”, i nomi, cioè, sono presagi.
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