Can Long, Palazzo Querini, Venezia, 2024
Laura Villani ci racconta che questa mostra segue quella tenutasi a Firenze, presso l’Accademia delle Arti del Disegno, ma assumendo una dimensione più vasta, in quanto «la più ampia mai allestita in Italia», ospitando più di un centinaio di opere dell’artista. Il nome dell’esposizione deriva dal messaggio che Cen Long vuole veicolare attraverso le sue opere, avvalendosi della pittura per esprimere il suo interno sentire. I suoi quadri cercano di «raccontare le sofferenze umane, le sofferenze della vita», esprimendo un senso di disorientamento e stordimento, «ma il tutto sempre con uno sguardo rivolto verso la bellezza del creato, della vita». «La missione di Cen Long – conclude – è quella di, tramite i suoi dipinti, seminare speranza», in un futuro migliore.
I soggetti dei suoi dipinti sono sempre persone semplici, lavoratori, classi indigenti, che per lui meglio rappresentano questo dolore, portando il peso della loro vita ed esperienza sulle loro spalle, ma sorreggendolo con forza e con uno sguardo speranzoso verso il futuro. Il soggetto è spesso accompagnato da un animale, come si può vedere in The Newborn Lamb, 2017, che va a simboleggiare una sorta di convivenza pacifica fra uomo e creato. Questo messaggio di pace, molto vicino alla dottrina cristiana, è evidenziato anche in altre opere come The Feathers of Hope, 2021, dove vi compaiono due colombe bianche.
I dipinti non sono collocati in uno spazio-tempo, i soggetti si trovano infatti “appesi” in uno spazio ameno che non appartiene a nessun tempo o epoca specifica, liberi ma al tempo stesso vincolati e stretti dalla morsa della vita. Questa mancanza di ancoraggio in una specifica dimensione temporale o culturale, così come la palette neutrale e rareffata di cui egli si avvale, permette agli osservatori di avvicinarsi al proprio immaginario, sentendolo quasi come frutto del lavoro di un artista locale. Metra Lin, curatrice dell’esposizione assieme alla Villani, racconta che in ogni paese in cui le opere venivano esposte, i visitatori pensavano che fossero di un artista del posto.
Per Cen Long, più che il messaggio intrinseco all’opera d’arte, l’importante è l’emozione trasmessa dalle sue opere, così come i sentimenti suscitati nei visitatori, in quanto in grado di toccare le loro componenti emozionali. Ogni sua creazione deve evocare qualcosa di tangibile, avvicinandoci emotivamente e lasciandoci immersi in una amara malinconia.
Cen Long è nato a Guangzhou nel 1957. Ha abbandonato la carriera accademica per dedicarsi alla pittura. Le sue opere, caratterizzate da una sofisticata tecnica e da una profonda spiritualità, gli hanno procurato riconoscimenti internazionali. Tra le sue esposizioni più recenti vi è quella del 2022 presso Palazzo Contarini del Bovolo a Venezia, Passaggi Invisibili – Una Connessione Tra Ciò Che è e Ciò Che è Sempre Stato, dove le sue tele sono state messe in dialogo con il Paradiso del Tintoretto. Nonostante il successo, Long vive in isolamento per esplorare la sua creatività senza condizionamenti esterni.
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