Carmelo Nicotra, L’innesto del contrasto, 2023, marmo, ferro, polistirolo e intonaco 100x70x200 cm. Visione della mostra. PH Filippo M. Nicoletti. Courtesy L'Ascensore
È presente, nella materia, qualche forma di forza invisibile che richiama visivamente alla sua storia, al suo passato fatto di quell’insieme di eventi che l’hanno portata fino a noi, nelle sue nuove forme e con il suo nuovo utilizzo, suggerendo a ciascuno il ricordo che lo lega a quest’ultima.
Consapevole di ciò, pur variando le forme e i materiali, Carmelo Nicotra, come un attento alchimista, realizza accostamenti insoliti nei quali sono contenuti i colori vibranti della sua poetica, capaci di addolcire e alleggerire la materia più pesante e impenetrabile. In questo modo l’artista agrigentino, con i suoi assurdi abbinamenti, realizza sculture dal chiaro riferimento architettonico e con le quali intende restituire una nuova elevatezza ai materiali che per via della deformazione urbanistica lo hanno via via perduto.
Tra i colori pastello delle sue sculture e le variegate texture dei materiali innestati con cura, Carmelo Nicotra richiama l’attenzione alla memoria dei luoghi e ai modi in cui questi sono stati vissuti, che li hanno nel tempo modificati nelle forme e nelle funzioni, ridefinendo l’atto stesso di abitare o di relazionarsi allo spazio e agli altri individui.
Come il resto della Sicilia, Palermo è effettivamente un crogiolo di queste fusioni e modificazioni architettonico-strutturali, un luogo in grado di mutare continuamente il proprio volto in base all’ora e al giorno della settimana; passeggiare all’interno del budello di vicoli del centro, equivale a praticare la scoperta di costruzioni e accostamenti, simbologie e storie che nella loro diversità costituiscono un’unicum, rischiando di andare incontro alla possibilità di perdersi con quel senso di spaesamento che fa perdere la lucidità, non a causa dell’assenza di punti di riferimento, ma per la quantità di suggestioni a cui si è sottoposti. Da un angolo all’altro ogni precedente caratteristica è soggetta al cambiamento repentino e i luoghi stessi mutano, manifestando continuamente eventi attraversabili, immersivi.
Vi è una coordinata particolare all’interno di questo dedalo, che ospita una singolarità architettonica, un groviglio ordinato di luoghi ibridi, nati da culture differenti e che coesistono in egual modo e nello stesso istante. I valori angolari di questa posizione portano a L’Ascensore dove è in corso la mostra “L’innesto del contrasto” di Carmelo Nicotra e curata da Tabea Badami. Qui due tipologie di spazi si incontrano nel dialogo e nel confronto: lo spazio fruibile, quello esistente, attraversabile con il corpo e lo spazio suggerito, quello invisibile, percepibile con i sensi, con le ombre e con le luci. Ruotando intorno all’insolita scultura posta al centro dello spazio espositivo, si ha l’impressione di passare da un vicolo all’altro, di ritrovarsi ora sotto un arco, ora di fianco ad un balcone in marmo, di muoversi sperduti fra paesaggi i esterni, quelli travolti dalla storia e dalle evoluzioni e i paesaggi interni delle case antiche dei nonni, dove si giocava attorno ai massicci tavoli maculati in granito, sopraffatti dagli odori tipici.
Nicotra astrae l’architettura comune in modo unico, la defunzionalizza in linea al suo sviluppo storico-culturale e ne plasma una forma riconoscibile a tratti per richiamare una narrazione silenziosa, che appartiene non soltanto alla sua città di origine o a Palermo, bensì a tutta la Sicilia.
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