Elena Pizzato, Madame Popova, specchiera antica d'ottone, pelliccia sintetica rosa antico, cinghie in pelle, borchie acciaio, ovatta, 2020
Female empowerment e gender identity, corpi e rivendicazioni, simboli e materiali. Sono alcune delle suggestioni di “Bambine Feroci”, mostra di Elena Pizzato Ketra, a cura di Matteo Peretti e Niccolò Giacomazzi, realizzata in collaborazione con Supermartek, visitabile dall’11 novembre al 10 dicembre 2022, presso la N0 Project Room, in via dei Lucani 18, a Roma, spazio espositivo dal carattere estemporaneo, dedicato alla promozione dell’arte contemporanea.
In esposizione, due serie di lavori che scandiscono i momenti centrali nella ricerca dell’artista, nata a Bassando del Grappa nel 1979 e da sempre focalizzata sull’analisi dei ruoli e del potere della donna, al di là degli stereotipi, delle costrizioni e delle costruzioni dell’opinione pubblica. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sviluppa il suo percorso artistico personale, incentrato sul corpo e le modificazioni artificiali, sperimentando molteplici materiali e media. Frequenta assiduamente Amsterdam, dove attraverso mostre e residenze, approfondisce i concetti di feticcio ed estetica inorganica, ispirandosi al trattato di Mario Perniola, “Il Sex appeal dell’inorganico”.
«Il titolo della mostra mette in connubio i due termini “bambine” e “feroci”, all’apparenza ossimorici, che in questa occasione vogliono sostenere il possibile sfatare dei classici luoghi comuni», spiegano gli organizzatori. «La percezione celestiale della donna-bambolina viene ribaltata nelle opere Serialmirrors, una serie di specchi antichi lavorati con tessuti, cinghie e borchie, riflette alcune delle più famose storie di serial killer donne che in epoche passate hanno già demolito certe convinzioni e talvolta creato leggende», continuano. «Un processo di estremizzazione dei simboli si mette in luce nell’opera Girl Power 4010, dove un tirapugni a dondolo rosa si presenta come simbolo di forza e rivalsa femminile». L’accostamento di questa serie di opere rivela come anche il “gentil sesso”, in certe situazioni di disagio o oppressione, può essere letale.
In occasione dell’opening, alle ore 19:30, sarà inoltre presentato il progetto performativo OnlyPoetryFans, su sex work digitale e slam poetry (poesia orale e performativa), delle due artiste Olympia, slammer, performer, poetessa e digital strategist del collettivo WOW – Incendi Spontanei e con studio da Ombrelloni Art Space – e Ardens, modella alternativa, suicidegirl, tatuatrice e content creator.
Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…
Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…
Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…
La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…
Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di piĂą di…
Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…