Aris, Cluster II, 2026, Ph. Alessandro Bonori
Un gesto nato sui muri urbani e in costante evoluzione, fino a ridefinire, attraverso luce e materia, la percezione stessa dello spazio. SPAZIOC21 di Reggio Emilia presenta, dal 21 febbraio al 18 aprile 2026, Floating Shapes – Fluide presenze di luce, aria e materia, nuova mostra personale di ARIS, autore di spicco nel panorama dell’Arte urbana, accompagnata da un testo critico di Alessandra Ioalè.
La pratica di ARIS prende avvio nel 1993, in Toscana, nel contesto del writing e del lettering, tra lettere spigolose e astrazioni grafiche che nascono sui muri di periferie e costruzioni abbandonate, in Italia e poi in Spagna, Germania, Polonia, Russia. Con il tempo, quel segno si ammorbidisce, si fa pittorico, apre a silhouette femminili e poi a masse organiche frastagliate, attraversate da presenze ambigue e primordiali.
La sua è una riflessione sulla vitalità del segno: un gesto che non si abbandona mai all’astrazione pura ma conserva un legame costante con il mondo naturale. In studio, il disegno si alterna alla serigrafia, la pittura dialoga con la ceramica e il ritaglio, mantenendo quella tensione tra bidimensionalità e materia che oggi trova un nuovo sviluppo.
Con Floating Shapes il segno diventa forma nello spazio. Grazie alla sperimentazione con il metallo, le linee si sollevano dalla superficie per acquisire volume e presenza tridimensionale negli ambienti di SPAZIOC21 che prosegue così la sua ricerca sulle declinazioni della Street art, dell’Arte urbana e delle culture metropolitane. Il metallo, materiale apparentemente pesante, si trasforma in elemento di leggerezza, in dialogo con la luce e con l’aria.
Le opere sembrano sospese, quasi fluttuanti, e generano paradossi percettivi: la materia rende visibile l’assenza, l’ombra rivela la luce, il vuoto diventa parte integrante della composizione. Accanto a queste presenze metalliche, la ceramica introduce una dimensione più tattile e gravosa, ancorando il segno a una fisicità artigianale. L’esperienza dello spettatore cambia di conseguenza e dalla contemplazione frontale si passa a un’esplorazione dinamica.
Sul piano concettuale, il modello che attraversa l’intera produzione di ARIS riflette una visione interconnessa dell’esistenza. Le forme, pur autonome, si influenzano e si compenetrano, evocando un sistema di relazioni in continuo mutamento.
La mostra suggerisce così una successione permanente di stati, in cui ogni elemento, che sia organico o inorganico, visibile o invisibile, partecipa a un processo di causa ed effetto. È in questa tensione tra leggerezza e densità, tra segno e spazio, che Floating Shapes trova la propria coerenza.
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