Giacomo Jack Braglia, #WASTELAND, Villa Ciani
Una fotografia tridimensionale nel senso analogico del termine, immagini che si adattano a superfici articolate, tra concavità e convessità, angoli e sporgenze. Sono le opere di Giacomo “Jack” Braglia, esposte fino al 30 aprile 2021 in un dialogo con la natura instaurato con i suggestivi spazi di Parco Ciani di Lugano, affacciato sulle rive del Ceresio, in occasione di “Conversations with a Changing World”, mostra a cura di Beatrice Audrito, promossa dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia.
Realizzate con la tecnica del wrapping, adattando l’immagine a supporti come busti classici, scudi, bocche e altre forme scultoree, queste sculture fotografiche invitano a riflettere su temi di stretta attualità, dall’inquinamento dei mari allo sfruttamento delle risorse. Argomenti che, in tutte le loro contraddizioni e complessità, sono stati rintracciati da Braglia nel corso dei suoi viaggi e restituiti attraverso un linguaggio composto da medium diversi, come la fotografia, la scultura, il colore.
La mostra segna una tappa importante del percorso espositivo di Braglia, che espone a Lugano dopo due anni ricchi di progetti e riconoscimenti, come la partecipazione alla 58ma Biennale di Venezia per il Padiglione della Repubblica Araba Siriana e l’assegnazione del Visvamitra International Award of Excellence 2019.
Nato a Lugano, nel 1996, e attualmente a Londra, Braglia si è avvicinato alla fotografia a 11 anni, iniziando il suo percorso artistico quando, durante il suo primo viaggio di volontariato in Africa, rimase colpito dalle atmosfere dell’Etiopia. La sua ricerca affronta temi di attualità, come le migrazioni e il cambiamento climatico. Grazie alla sua ricerca, in questi anni Braglia ha avuto modo di collaborare con numerosi fotografi ed è stato protagonista di numerose mostre personali tra Londra e Venezia, ospitate dalla Galleria Contini, partecipando anche alla fiera d’arte internazionale Artrooms di Londra. Nell’estate 2020, è invitato ad esporre sul lungomare di Forte dei Marmi, dove presenta il progetto di scultura ambientale Conversations with a Changing World, a cura di Beatrice Audrito, frutto della sua ultima fase di ricerca.
Per la mostra al Parco Ciani di Lugano, Braglia presenta un itinerario di sei sculture e installazioni a cielo aperto. In esposizione anche la grande scultura ambientale The Twin Bottles. Message in a Bottle, realizzata insieme allo scultore Helidon Xhixha. Due grandi bottiglie di plastica in scala aumentata, schiacciate e gettate come rifiuti abbandonati, galleggiano sulle acque del lago Ceresio per lanciare un forte messaggio di denuncia dell’inquinamento dei mari a causa della dispersione della plastica.
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