La Galleria Eugenia Delfini di Roma ospita la mostra I Quadrucci di Pier Paolo Perilli. Nato a Roma, nel 1974, artista visionario e a tratti onirico, Pier Paolo Perilli intreccia mondo reale e idee della mente per creare scene di genere in cui è facilissimo riconoscersi. I suoi quadri restituiscono immagini di vita reale e quotidiana.
Per questa mostra, la Galleria Eugenia Delfini ha scelto un allestimento che valorizza l’accostamento tra le opere. Un lungo processo narrativo in cui i fotogrammi fluiscono in una genesi umana che se da una parte sembra non avere soluzione di continuità, dall’altra apre ad ambientazioni diverse, cercando una pluralità di momenti narrativi che raccontano la complessità della nostra esistenza.
La pratica artistica di Perilli è «Frutto di un’urgenza espressiva che lo porta ad aggirare i meccanismi razionali dell’intelletto e ad avventurarsi nella propria dimensione poetica». Il suo stile si esprime tratti densi e vibranti, le linee curve agiscono sulla tela definendo i vivaci contorni dei personaggi. La sua arte mette in scena la grande vivacità umana, intrecciando costumi popolari e scene di vita cittadina. Le opere di Perilli rappresentano una prosa della quotidianità che, piuttosto che essere narrata a parole, si fa spazio tra colori e pennelli. Le sue creazioni possono essere accostate a fumetti che lo spettatore è chiamato a completare con personali “nuvolette”, costruendo una propria trama tra pensieri, opere e parole.
L’osservatore si lascia trasportare dalla scena, cercandone punti di riferimento e comportamenti ricorrenti. Le opere di Perilli stimolano la fantasia e, esattamente come una fiaba, ci obbligano a interrogarci sulla funzione dei personaggi e sull’azione dei protagonisti. L’obiettivo consiste nel ricostruire i principi fondamentali della narrazione per coglierne intrighi, macchinazioni e inganni.
E se la pittura è al centro della sua pratica, lo è altrettanto la scrittura di brevi fiabe, poesie e liriche. Queste hanno preso la forma di canzoni – quando era il front man della band punk hardcore Redemption negli anni ’90 – oppure, più recentemente, di illustrazioni, fumetti e video.
La mostra sarà visitabile fino al 21 febbraio 2026.
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