Categorie: Mostre

L’invisibile da rivelare, Marcaccini e Montorfano in mostra da COSMO, a Roma

di - 1 Ottobre 2024

A Roma, COSMO presenta, fino al 6 ottobre 2024, la mostra Evidente Insonne, a cura di Camilla Salvi, che si origina dal contrasto e dalla convergenza di due sguardi contemporanei, di provenienza POST EX, che si intersecano in un intervallo comune che indaga ciò che rimane nascosto: in esposizione le opere di Gian Maria Marcaccini e di Alberto Montorfano.

Marcaccini attua qui, coerentemente con la sua produzione, una sperimentazione ambientale che esercita un’azione assemblativa. Ne fuoriesce un risultato intellettualmente complesso, dalla consistenza proteiforme, che si articola per astrazioni, aderendo ai lembi dell’inconscio per giorni.

L’artista sceglie di lasciare dischiuso l’accesso dei suoi lavori, invitando il fruitore a una partecipazione non solo interrogativa ma riempitiva, volgendo così a un completamento del processo creativo. Seppur l’innesco ci vede originariamente estranei, lo svolgimento dell’opera ci include come componenti integranti.

Gian Maria Marcaccini, “Senza Titolo” (2024). COSMO, Roma. Fotografia di Giorgio Benni

Ci si sente guidati da Marcaccini, indotti all’interno di un percorso congenito, pertinente anche a noi stessi. Si parte da un primo riconoscimento degli oggetti presenti, a rielaborare le loro forme d’apparenza; si prosegue con il loro “disconoscimento”, a formulare un capovolgimento di quell’utilità cui siamo abituati. Ne è esempio l’opera Rivoluzione domestica, presente in mostra, che documenta, per mezzo di utensili privati, il concetto accogliente e inquieto di casa, o più atavicamente di “tana”. Il tetto è richiamato, infatti, dalla forma triangolare di una scala aperta. Tale filo conduttore prosegue nei riflessi sullo specchio di un’ulteriore installazione di Marcaccini, che inscena un deperibile impianto teatrale che propone il tema del “sottosopra”, finanche a ciclicità legate all’esistenza.

In fondo, risiede il desiderio dell’autore di preservare la polisemia del suo lavoro, sulla potenzialità dei contenuti che potrebbe assumere. I titoli diventano dispositivo per ampliare le possibilità interpretative. Come un animale camaleontico che muta e diviene altro, l’opera di Marcaccini trattiene nella sua plasticità un’essenza organica, capace di “esistere” al di là del suo significante.

Gian Maria Marcaccini, “Senza Titolo (Rivoluzione domestica)” (2024). COSMO, Roma. Fotografia di Giorgio Benni

Montorfano, invece, attraverso una riflessione apparentemente epistemologica, indirizza lo sguardo dell’osservatore verso una dimensione verticale, che si manifesta in maniera minimale e segnica. In tale riduzione, che vede fondersi figura e sfondo, predomina un’altra unione, quella degli opposti che “dividono il mondo”, del bianco e del nero, in cui le due parti interagiscono e si sovrappongono lungo una superficie trasparente. Secondo formulazioni lontane dal piano manifesto, l’opera di Montorfano raggiunge un’anteriorità materica, quasi terrigna, che spesso si dipana su piani dittici, come nel caso dell’opera Oceanico.

Di fronte alle creazioni di Marcaccini e di Montorfano, viene da domandarsi: noi a cosa somigliamo? Avidi inquirenti o curiosi spettatori? Sicuramente erranti, in quel mistero che ci circonda e che ci somiglia.

Veduta delle opere di Alberto Montorfano. COSMO, Roma. Fotografia di Ilaria Lagioia

La mostra Evidente Insonne di Gian Maria Marcaccini e Alberto Montorfano sarà visitabile da COSMO fino al 6 ottobre 2024.

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