Repetto Gallery annuncia l’inaugurazione della sua nuova sede a Lugano (che si affianca a quella londinese), con la mostra “KENOSIS” dedicata Lucio Fontana e Fausto Melotti.
«Kenosis: svuotamento, kenós (vuoto): come rinuncia, riduzione, trasparenza, termini centrali ad indicare il cuore della loro poetica. Lucio Fontana (Rosario, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968). Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986). Un confronto, un dialogo, tra due grandi artisti che furono anche amici; un’affinità elettiva: nel liberare l’arte dalla materia: nel renderla sempre più essenziale e lirica e luminosa. Nello spezzare “il nostro involucro, la nostra corteccia fisica”.
In Fontana, nei suoi splendidi Ambienti spaziali e nei suoi celebri tagli e buchi, a partire dagli ultimi anni ‘40, una essenzialità netta, pulita, radicale, in profondi e minimi gesti che hanno sposato il motto preferito da Ludwig Mies van der Rohe: Less is more: il meno è il più. Una felice, elegante riduzione a conquistare un maggiore spazio e una più alta luce. Secondo le lucidissime parole di Melotti, “Il “taglio” di Fontana è l’emblematico bisogno di uscire dalla giungla informale”.
In Melotti la stessa riduzione e grazia e trasparenza, in una declinazione meno verticale ma più orizzontale: l’ideale orizzontalità del fregio antico, liberamente ripreso nelle sue variegate e nuove metope del racconto, della narrazione, del mito arcaico e classico», ha spiegato la galleria.
«In mostra – ha proseguito – saranno presenti circa cinquanta opere, in un intenso ed allegro dialogo, a testimoniare del loro “nuovo Rinascimento”. Opere diverse, che documentano i loro variegati percorsi: da una ceramica barocca di Fontana, Donna allo specchio (1948), ad una delle più emblematiche “sculture” di Melotti, in ottone e tessuto dipinto: L’uscita delle valchirie (1980), dove il suo grande amore per la musica si cristallizza in una immagine aerea e simbolica, fragile e solenne. Dai numerosi Concetti spaziali, centrali nella poetica di Fontana, su carta e altri materiali. Su tela saranno presenti due capolavori: un tre tagli rosso (1962, 65×50 cm) ed un raro taglio su tela dipinta color oro (1960, 70×60 cm), dove il suo concetto di Attesa, di una superficie bidimensionale che, aprendosi, diviene tridimensionale, allude ed indica ad un attendere e sognare verso forme mai viste, inedite e ulteriori: il nuovo universo delle conquiste spaziali. Spazi e forme, galassie domestiche e intime nebulose, ora barocche – come inquiete linee di ricerca e movimento – ora essenziali e arcaiche, anche nelle numerose ceramiche, nei gessi dipinti e nelle carte a tecnica mista di Melotti».
Oro, demoni e anime in giudizio: ai Musei Reali di Torino, il paradiso ordinato di Beato Angelico si scontra con…
Il sindaco Zohran Mamdani ha nominato la curatrice Diya Vij alla guida del Department of Cultural Affairs di New York,…
Cinque opere iconiche provenienti dalla stessa collezione ripercorrono, da Sotheby's, il lavoro del maestro italiano. Stima complessiva fino a 15…
Dopo due anni di analisi portate avanti con tecnologie diagnostiche avanzate, il Rijksmuseum attribuisce a Rembrandt un dipinto del 1633…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 2 all'8 marzo, in scena nei teatri di…
Berggruen Arts & Culture presenterà, alla Casa dei Tre Oci di Venezia, una nuova mostra del maestro dell'Arte concettuale Joseph…