Categorie: Mostre

Materia che respira: l’opera di Jean-Luc Moulène alla Thomas Dane di Napoli

di - 15 Dicembre 2024

Ossa e legno, cellule mineralizzate e cellulosa. PVC e tendini di bue, polimeri di cloruro e collagene con minerali ed elastina. Che cosa è la materia, da dove viene, a cosa serve, perché la sua qualità caratterizza la nostra percezione e i nostri pensieri? E quando, a un certo punto della nostra storia, alcuni soggetti hanno smesso di sfruttarne le proprietà ma hanno cominciato semplicemente a guardarla, ad ammirarla, a usarla per osservarla e basta? È la domanda che emerge attraversando le splendide sale della Thomas Dane Gallery di Napoli, tra gli spazi più belli ed eleganti dell’arte contemporanea della città. Le sale dai toni chiari e i colori netti del cielo e del mare partenopeo che entrano dalla magnifica veranda non possono far altro che risaltare le coloriture forti e decise dei lavori multidimensionali e multiformi di Enlightenments, 36 opere tra sculture, fotografie e disegni dell’artista francese Jean-Luc Moulène. Non si contano le mostre di questo autore navigato, classe 1955 di Reims, poliedrico e politico: Biennali di Venezia, Taipei e San Paolo, Documenta X, Centre Pompidou, Louvre, MoMa, Tate Modern e Guggenheim di Bilbao.

Jean-Luc Moulène, Enlightenments, veduta della mostra, Galleria Thomas Dane, Napoli, 2024

Abbiamo qui la fortuna di assistere a quello svolgersi, al dispiegarsi di un dialogo continuo tra Moulène e la materia, quel lento traslare da sostanza inerte a oggetto d’arte. Tra la sua eccellente capacità di illuminarne gli angoli, gli spigoli rimasti nell’ombra, rivitalizzando così concetti di forma e intenzione.

Quest’ultima, in particolar modo, diviene una responsabilità, centrale e vitale per tutto il procedimento artistico, del fruitore, di chi guarda l’opera. Non solo “oggetti complessi” dunque, ma anche un “godimento complesso”, dettato dalla felice manipolabilità di un senso che, oscuro o luminoso, rimane dialettico, inquieto, pronto a tante direzioni.

Jean-Luc Moulène, Enlightenments, veduta della mostra, Galleria Thomas Dane, Napoli, 2024

Immagine e oggetto, fotografia e prodotto. «Ciò che mi interessa sono le funzioni della trasformazione». Per l’artista le possibilità di evoluzione, come suggerisce l’agglomerato di zinco e alluminio di Fixed Zinc, Hobart (2021), non si sono ancora esaurite. È come uno stadio del mutamento, materiale e concettuale, che l’opera continua ad attraversare, faticosamente e incessantemente. “Nuove zone di esperienza” che spingono la nostra immaginazione oltre i bordi, “oltre i limiti” delle consistenze delle opere (Énigme, Le Buisson, 2024 e Caisse d’Ombres, Paris décembre, 2007).

Che la materia sia fatta di cartone, gesso, silicone, resina, colla, cera non importa. È la fusione tra oggetto e immagine, tra disegno e spazio, tra percezione e immaginazione che risulta deciso. «Ciò che mi interessa sono le funzioni della trasformazione». In un senso o in un altro. Destabilizzare, squilibrare, operare per metamorfosi ma anche ricostituire, ricollegare e ritrovare.

Jean-Luc Moulène, Enlightenments, veduta della mostra, Galleria Thomas Dane, Napoli, 2024

La montagna di resina bianca e azzurra prodotta con una stampante 3D (Vortex, 2024), sormontata da un pennacchio in bronzo di forma piramidale ricorda senza mezzi termini il Vesuvio, il celebri vulcano dormiente del golfo di Napoli. Ma non è un semplice omaggio alla città sognata per eccellenza, fatta di materia e sogni, di note e dolore, di musica e mare, di acqua, terra e fuoco.  È un tentativo, ancora una volta, di manipolare delle forme apparentemente costituite, inossidabili, della materia e dell’immaginario popolare, tentando una mediazione, una riscrittura originale e proiettiva. Un ricalcare, ancora una volta, un piccolo/grande spazio di creatività e libertà, da tutto ciò che è dato, conformato, morto.

Jean-Luc Moulène, Enlightenments, veduta della mostra, Galleria Thomas Dane, Napoli, 2024

È il coraggio dell’artista che invita a misurarsi sempre con una realtà che, seppur simbolica e ritualistica, dura e inossidabile come l’acciaio, è sempre pronta ad accogliere la libertà e la fantasia dell’arte.

Jean-Luc Moulène, Enlightenments, veduta della mostra, Galleria Thomas Dane, Napoli, 2024

La mostra di Jean-Luc Moulène sarà visitabile alla Galleria Thomas Dane di Napoli fino al 15 dicembre 2024.

Articoli recenti

  • Mostre

Schifano e Tirelli a Palazzo delle Esposizioni di Roma: due mostre, due tempi della pittura

Oltre cento opere ricostruiscono il percorso di Mario Schifano in una mostra dal taglio lineare. A seguire, una retrospettiva su…

9 Aprile 2026 19:40
  • Attualità

Il caso del documentario su Regeni ci parla del rapporto tra politica e cultura

Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni apre degli interrogativi sul rapporto tra politica e cultura nella…

9 Aprile 2026 18:32
  • Mostre

La ricerca di Ignazio Gadaleta si addentra nell’anima della pittura

L’antologica al Museo Diocesano di Molfetta ripercorre l’intero percorso dell’artista, che indaga il dato pittorico come atto esperienziale e meditativo,…

9 Aprile 2026 18:30
  • Progetti e iniziative

La malinconia per Popsophia 2026: ad Ancona, un viaggio tra filosofia, cinema e musica

Il festival Popsophia torna ad Ancona, dall’8 al 10 maggio, con un programma che esplora la malinconia contemporanea, tra cinema,…

9 Aprile 2026 16:34
  • Danza

La tragedia greca diventa una danza di parole: le Fenicie di Michela Lucenti

Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…

9 Aprile 2026 12:39
  • Mostre

Diego Perrone, la soglia del visibile in un bicchiere d’acqua: la mostra da Di Marino a Napoli

Negli spazi napoletani della Galleria Umberto Di Marino, Diego Perrone presenta due serie di opere sulla soglia tra immagine e…

9 Aprile 2026 11:30