MP5, C21, iris, tecnica mista su alluminio _ 198x49 cm, 2025, ph Alessandro Bonori
Dopo l’installazione al Museo del Novecento di Firenze, MP5 approderà a Reggio Emilia, dal 20 settembre, con una nuova mostra personale e un intervento site specific pensato per la storica facciata di Palazzo Brami. Paradiso, ospitata da SpazioC21, officina creativa dedicata ai linguaggi della contemporaneità e con sede proprio a Palazzo Brami, segna una nuova tappa nella ricerca dell’artista, che si è formata nell’ambito della scenografia teatrale e della video animazione e che è cresciuta nella scena artistica underground europea. In questa occasione, infatti, per la prima volta sperimenta un supporto tridimensionale, traslando il suo riconoscibile segno in bianco e nero nel campo della scultura.
MP5 ha costruito negli anni un linguaggio potente e caratterizzante, radicato nella cultura visiva contemporanea e nelle istanze politiche legate a corpi e genere. Ha portato le sue opere in Europa, Asia e Stati Uniti, dalle sale della GNAM di Roma al Centro Pecci di Prato, dal Museo del Novecento di Firenze a La Tour 13 di Parigi. Ha firmato i manifesti del Salone del Libro di Torino e del Premio Strega, collaborato con Gucci per la campagna globale Chime for Change e pubblicato nel 2023 il volume Corpus (Rizzoli Lizard), che ripercorre vent’anni della sua produzione.
Sulla facciata di Palazzo Brami, figure sospese in una dimensione di prossimità e reciprocità accoglieranno i visitatori, immerse in un giardino pensile immaginario. «Il progetto evoca l’esperienza intima di luoghi di attraversamento e di intensa prossimità e invita il pubblico in una dimensione di condivisione, al tempo stesso visiva e sensuale», scrive la curatrice Beatrice Leanza nel testo critico Progetti Umani. «Un habitat vivente in cui l’identità coincide con l’agire collettivo, dove siamo chiamati a riflettere proprio su quelle condizioni che permettono alle comunità di plasmare e coltivare un senso di spazio e di appartenenza».
All’interno dello SpazioC21, il percorso espositivo si sviluppa attraverso 12 sculture: dieci allestite negli spazi della galleria e due collocate nelle vetrine affacciate sul cortile. Si tratta di profili in alluminio che, pur nella staticità della materia, rimandano a corpi fluidi. Un convivio di presenze mutanti che dialogano tra loro e con lo spettatore, configurando un decameron contemporaneo dove l’intimità e l’unicità rafforzano l’esperienza collettiva.
Il Paradiso di MP5 non ha connotazioni mistiche e difficilmente raggiungibili ma si configura come un metaluogo esteso nel reale: uno spazio intersezionale, politico ed etico, dove l’individualità incontra il corpo sociale in una continua ridefinizione. Leanza, nel testo che accompagna la mostra, sottolinea come questo lavoro si inserisca in una riflessione più ampia sul concetto di libertà : non isolamento, ma relazione, «Un processo che si esercita con gli altri», una costruzione condivisa capace di generare nuove forme di convivenza e solidarietà .
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