Categorie: Mostre

“neither artificial nor intelligent”: a Venezia la pittura di Ahmet Öğüt tra IA e stereotipi sociali

di - 16 Novembre 2025

La nuova esposizione di Ahmet Öğüt, artista turco già noto al pubblico veneziano (e non solo) per la sua partecipazione alla Biennale del 2009 e per la fondazione di The Silent University (piattaforma dedicata a progetti di inclusione sociale e artistica), si inserisce pienamente nella sua ricerca sulle pratiche artistiche collettive e partecipative.

Negli spazi di A plus A Gallery Öğüt presenta dieci dipinti da lui realizzati che ritraggono  dieci diversi artisti, alcuni reali e altre immaginari, invitando lo spettatore ad una attenta lettura dell’opera. Al centro della mostra vi è il rapporto complesso tra intelligenza umana, preconcetti sociali e interazione quotidiana con l’intelligenza artificiale.

Ahmet Öğüt I neither artificial nor interlligent I A plus A Gallery, Venice, ph Clelia Cadamuro

Il percorso espositivo si configura come un nodo di associazioni: al pubblico viene consegnata una lista con dieci brevi descrizioni di artisti, mentre sulle pareti sono appesi i dieci ritratti, tutti nello stesso formato 70×70 cm.

Le descrizioni sono volutamente parziali e generiche, prive di indicazioni sul genere o sulla provenienza precisa, ad esempio “a data artist based in Ramallah”, permettendo così di mettere in luce gli stereotipi, consapevoli o meno, che influenzano il modo in cui costruiamo l’immagine di qualcuno. Anche la scelta delle città, come Berlino e Kigali —alcune riconosciute e altre meno note— contribuisce a stimolare la curiosità nello spettatore.

Ahmet Öğüt I neither artificial nor interlligent I A plus A Gallery, Venice, ph Clelia Cadamuro

Il progetto nasce da una riflessione sugli stereotipi diffusi nei sistemi di intelligenza artificiale e sulle conseguenze che questi comportano nella vita reale. Come suggerisce il titolo della mostra, Öğüt prende spunto dai temi affrontati nel libro Atlas of AI di Kate Crawford, dove vengono analizzate le implicazioni sociali dell’IA, con particolare attenzione ai sistemi di riconoscimento e costruzione facciale. Il volume ripercorre la storia delle pratiche classificatorie, dalla craniologia e dalla frenologia alle più recenti tecniche di profilazione, mostrando come alcuni modelli continuino a riaffermarsi anche nello sviluppo delle tecnologie contemporanee.

La mostra propone perciò due percorsi strettamente collegati. Da un lato propone un’esperienza artistica “offline”, basata sull’osservazione diretta della pittura; dall’altro solleva interrogativi su come attribuiamo identità e caratteristiche a un volto, rivelando quanto le nostre percezioni siano influenzate da abitudini radicate nella cultura occidentale e da stereotipi condivisi. In questo contesto, l’intelligenza artificiale non appare come un sistema neutrale, ma come una tecnologia che eredita e ripropone la memoria visiva e un insieme di valori già radicati nella società.

Ahmet Öğüt I neither artificial nor interlligent I A plus A Gallery, Venice, ph Clelia Cadamuro

L’allestimento, tramite una serie di pannelli rigati e opachi, complica l’osservazione dei ritratti e contribuisce all’unicità dell’esperienza vissuta nello spazio della galleria. Ciò che si vede immediatamente della tela, spostandosi tra i vari pannelli, diventa un modo per interrogare i propri automatismi interpretativi. La domanda che rimane sospesa riguarda ciò che ci porta a riconoscere una persona in un determinato insieme di tratti.

neither artificial nor intelligent, dunque, non propone soluzioni, ma apre canali di riflessione. Il visitatore è invitato a mettere in discussione le proprie abitudini percettive e, allo stesso tempo, a ragionare sul rapporto quotidiano con l’intelligenza artificiale, su come questa elabori informazioni provenienti dal passato e su come tali dati, carichi di storia e frutto di un sistema di potere, influenzano ciò che oggi consideriamo possibile vedere o immaginare.

Ahmet Öğüt I neither artificial nor interlligent I A plus A Gallery, Venice, ph Clelia Cadamuro
Ahmet Öğüt I neither artificial nor interlligent I A plus A Gallery, Venice, ph Clelia Cadamuro

Articoli recenti

  • Mostre

HYDRON3: la più grande ossessione dell’uomo in una mostra a Milano

Fino al 12 aprile 2026 ai Bagni Misteriosi – Teatro Franco Parenti di Milano sarà possibile entrare in contatto con…

3 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

La mela del desiderio seduce Parigi: all’asta l’opera iconica di Claude Lalanne

L’enorme “Pomme” sarà esposta al Le Bristol Paris prima della vendita da Christie's. Secondo gli esperti, potrebbe raggiungere € 7…

2 Aprile 2026 20:10
  • Mostre

La grammatica della bellezza di Max Bill in mostra al max museo di Chiasso

Al max museo di Chiasso una grande mostra dedicata a Max Bill, figura cardine della modernità: in esposizione 168 opere,…

2 Aprile 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Consonni Radziszewski a Milano: ecco la sede che unisce le due gallerie di Lisbona e Varsavia

Un progetto condiviso tra Lisbona e Varsavia apre una nuova sede e debutta con Buhlebezwe Siwani, artista sudafricana alla sua…

2 Aprile 2026 17:00
  • Bandi e concorsi

Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: pubblicato il bando del MiC

Al via la selezione per la Capitale dell’arte contemporanea 2028, con un contributo di 1 milione di euro: per inviare…

2 Aprile 2026 15:38
  • Arte contemporanea

Pronto, Maurizio? Cattelan ha attivato una hotline per confessare i propri peccati

Dopo aver abbattuto un Papa con un meteorite, Maurizio Cattelan apre una linea diretta con l’aldilà (o quasi): un numero…

2 Aprile 2026 13:32