Categorie: Mostre

Nero Oro: l’ultima esposizione di Fabrizio Plessi alla Fondazione Alberto Peruzzo

di - 8 Aprile 2024

Una mostra che cade in corrispondenza dell’84esimo compleanno del maestro Fabrizio Plessi, a cui è dedicata la retrospettiva, definita dal fondatore, Alberto Peruzzo, «dialogo e unione fra il passato e arte contemporanea». Fondazione Peruzzo si trova infatti sopra ad un sito archeologico romano, rinvenuto durante il lungo restauro dell’ex chiesa di Sant’Agnese, iniziato nel 2015. Per la prima volta nella storia delle mostre qui ospitate, i frammenti e i reperti recuperati durante gli scavi archeologici interagiscono con le opere d’arte.

Nero Oro genera da una esperienza passata, svolta a Brescia, durante la quale si era cercato di ristabilire un legame tra passato e presente. Ora, qui a Fondazione Peruzzi, nel richiamare quell’esperienza si è andati a delineare una nuova astrazione nella quale il collegamento fra la realtà storica e quella contemporanea è rappresentata dal tema del frammento, che emerge preponderante nella prima installazione, Video installazone di Mosaico, 2024, situata nella ex Navata. Qui, prosegue Caldura, «l’artista rilegge il tema dell’ornamentalità del passato, la digitalizza per portare il passato ad oggi ».

Fabrizio Plessi, L’Età dell’Oro, 2020-2023, grafite e markers su carta

Il frammento di affresco – ritrovato negli scavi- ritorna dunque qui nella forma di tessera musiva. L’installazione infatti non vuole essere ‘finita’ e ‘delineata’ ma appunto frammentata, al fine di generare una rilettura ed un collegamento fra queste due apparentemente distanti realtà temporali. La stessa vibrazione acquea, che anima il mosaico, vuole richiamare a questo concetto di fluidità fra presente-passato, due dimensioni che si contaminano l’un l’altra.

Il dualismo fra antichità e contemporaneità è inoltre ben visibile nell’istallazione site-specific, Videoinstallazione di strada romana, 2024, collocata nell’Ipogeo. Qui un grande schermo proietta l’immagine del lastricato romano, situato sotto ai nostri piedi, avvolto da un ruscello d’oro che vi scorre sopra ad esso.

Fabrizio Plessi, L’Età dell’Oro, 2020-2023, grafite e markers su carta

Un ulteriore aspetto determinate che emerge dall’esposizione Nero Oro è l’approccio di Fabrizio Plessi nei confronti dell’opera d’arte. Tutti i suoi lavori hanno origine da un foglio bianco, ed è su questo che il suo lavoro prende forma, concretizzandosi. La sacrestia ospita infatti solo alcuni dei suoi 16.000 disegni, che includono sia opere nuove che rielaborazioni di progetti passati, evidenziando un costante processo di rielaborazione e sviluppo delle tematiche precedenti in una prospettiva moderna.

Fra i progetti ritroviamo pure quello per Foresta di Fuoco,2001, videoinstallazione che richiama il dipinto Legàmi,1970. Le due sono poste in un dialogo con l’opera di Jannis Kounellis, Senza titolo, 1996, appartenente alla collezione permanente della Fondazione, a richiamare il tema della verticalità che è presente in modo differente in tutte e tre le opere.

Fabrizio Plessi, L’Età dell’Oro, 2020-2023, grafite e markers su carta

Nero Oro si propone dunque come un’opportunità per immergersi in un dialogo coinvolgente tra passato e presente, guidato dalla visione artistica di Fabrizio Plessi. La rielaborazione costante di progetti e temi già precedentemente affrontati nelle sue opere, manifestata attraverso i suoi disegni e le sue installazioni, evidenzia un’evoluzione continua e una ricerca di significato nell’arte contemporanea. «Io cammino con un piede nella modernità e un altro nell’antichità -conclude Fabrizio Plessi-, è un modo scorretto di camminare però mi permette di procedere su due tempi, ciò è molto importante», in quanto egli cerca di mantenere vivo questo tentativo di trasformare il passato in una nuova forma di espressione, preservando viva l’eredità artistica e culturale mentre si guarda al futuro.

Articoli recenti

  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Olrando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30
  • Design

Torna la Lidl mania: tutti in fila per la nuova bag disegnata da Nik Bentel

Lidl lancia la Trolley Bag firmata Nik Bentel: una borsa in acciaio ispirata al carrello della spesa e destinata a…

21 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Il caso Goliath si chiude: il Sudafrica non parteciperà alla Biennale di Venezia 2026

Dopo la cancellazione del progetto di Gabrielle Goliath, considerato "divisivo" per il coinvolgimento di una poetessa palestinese, il Sudafrica conferma…

21 Febbraio 2026 11:30
  • Beni culturali

L’Ecce Homo di Antonello da Messina va in tour: L’Aquila prima tappa

Dopo l’acquisto per 14,9 milioni di dollari da parte dello Stato, l’Ecce Homo di Antonello da Messina sarà esposto in…

21 Febbraio 2026 10:18
  • Fotografia

Agli Scavi Scaligeri riapre il Centro di Fotografia: gli archivi di LIFE raccontano gli sport inverali

Gli Scavi Scaligeri tornano accessibili con un progetto inedito dagli archivi LIFE: un percorso con oltre cento immagini degli sport…

21 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02