Paolo Di Paolo, Porto di Messina, 1959 ©Archivio Fotografico Paolo Di Paolo
La mostra “La lunga strada di sabbia”, a cura di Silvia Di Paolo, all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv e da Artspace TLV è organizzata in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è realizzata con il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e in collaborazione con la Fondazione Sozzani di Milano.
«Nell’estate del 1959 la rivista Successo commissiona un reportage a Paolo Di Paolo (fotografo) e Pier Paolo Pasolini (autore dei testi). Un viaggio per le coste dell’Italia per raccontare e documentare la scoperta delle vacanze estive da parte degli italiani e la ripresa dopo gli anni bui della guerra», hanno raccontato gli organizzatori. «Nel 1959 Paolo Di Paolo ha 34 anni e fotografa per Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, già da cinque anni. Pier Paolo Pasolini è un “promettente” scrittore di 37 anni: ha pubblicato La meglio gioventù, Ragazzi di vita e Una vita violenta. Non è ancora regista.
Lo scrittore e il fotografo, che ancora non si conoscono, hanno obiettivi diversi. Pasolini cerca un mondo perduto, di fantasmi letterari, un’Italia che non esiste più; Di Paolo cerca un’Italia che guarda al futuro. Il titolo La lunga strada di sabbia, da lui ideato, vuole indicare anche la strada faticosa percorsa dagli italiani per raggiungere il benessere e le vacanze.
Tra il fotografo e lo scrittore nasce un sodalizio complesso, delicato, che li accomunerà solo per la prima parte del viaggio, ma che andrà poi consolidandosi nel rispetto e nella fiducia reciproci.
Il reportage esce in tre puntate su Successo (4 luglio, 14 agosto e 5 settembre 1959).
I testi di Pier Paolo Pasolini saranno raccolti in un libro più volte pubblicato. Lo straordinario racconto per immagini di Paolo Di Paolo rimarrà inedito fino al 2021, anno in cui viene presentata per la prima volta questa mostra alla Fondazione Sozzani di Milano».
«In occasione della mostra “La lunga strada di sabbia”, l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv presenta inoltre una serie di eventi collaterali gratuiti dedicati a Pasolini», hanno ricordato gli organizzatori.
Dopo il primo appuntamento intitolato “Pasolini ultimo eretico, artista scandaloso alla ricerca del Sud“, una conferenza del critico e saggista Filippo La Porta, lo scorso 17 novembre, oggi, 22 novembre, alle 19:00, presso Ta Tarbut Kiryat Hamelacha, a Tel Aviv-Yafo, si terrà “La luce è sempre uguale ad altra luce”, «una conversazione con Michal Sapir (scrittrice, musicista e traduttrice) sulla figura del Pasolini degli anni Sessanta e Settanta, secondo la rappresentazione che ne dà Georges Didi-Huberman nel libro “Come le lucciole. Una politica della sopravvivenza” (2009). Nell’estate del 1959 Pasolini e il fotografo Paolo Di Paolo documentano la “nuova bellezza” emersa in Italia in seguito al miracolo economico del secondo dopoguerra. Negli anni successivi, Pasolini sviluppa un atteggiamento decisamente critico nei confronti dello sfavillare di ciò che definiva il “nuovo fascismo”, che a suo avviso aveva preso il posto in Italia del fascismo storico di Mussolini».
«Il 29 novembre, Artspace a Tel Aviv-Yafo, ospiterà “I viaggi dell’occhio”, una conversazione sulla fotografia di viaggio, nello stesso spazio espositivo della mostra. Partecipano Yair Barak, artista e curatore, Direttore della Scuola d’arte Seminar HaKibbuzim e Direttore artistico di Artspace Kiryat Hamelacha, e Daniel Tchetchnik, fotografo e curatore, redattore del blog di fotografia del quotidiano Haaretz».
«La serie di eventi si conclude 8 dicembre alle 19:00, a Tatarbut Kiryat Hamelacha, Shvil Hameretz, Kiryat Hamelacha,Tel Aviv-Yafo con “Pasolini in Palestina: incredibile ma vero”. Nel corso della serata verrà proiettato il documentario “Sopralluoghi in Palestina per il vangelo secondo Matteo” (1965) di Pier Paolo Pasolini. A seguire, una conferenza sulla visione pasoliniana della regione che si estende tra il Giordano e il mare, tenuta dal Prof. Dan Geva (PhD, Dipartimento di Cinema, Beit Berl College), artista e studioso di cinema ed etica, fondatore del Laboratorio di Etica – Cilect».
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