Il termine “Parabasi” si riferisce letteralmente all’atto di camminare di lato, deviare direzione, compiendo una vera e propria trasgressione. Parabasi indicava anche, nella commedia greca, il momento in cui il coro emergeva dallo sfondo e si rivolgeva direttamente agli spettatori svelando il volto celato dietro la maschera. Nel nostro caso, “Parabasi” è il titolo della mostra collettiva, curata da Francesca Lacatena, negli ambienti della galleria Tiziana Di Caro, che si compone di opere di otto artisti di diverse generazioni. Obiettivo comune è la volontà di uscire dalla narrazione tradizionale per mettere in campo nuove strategie formali sulla rappresentazione dell’opera d’arte. Il metodo utilizzato per questa ricerca è stato evidenziare una serie di similitudini riscontrate nelle pratiche investigative appartenenti alla produzione artistica passata e presente. Come affermato dalla stessa curatrice: «Alla fine di un lungo studio iconografico, e a seguito di un discorso pervasivo condiviso con i vari artisti e con la Di Caro, siamo riusciti a raccogliere un gruppo di lavori altamente significativi per la nostra ricerca, molti dei quali inediti o visti di rado, appartenenti a posizioni sia emergenti e di mezza carriera, che storiche».
I protagonisti dell’esposizione collettiva sono: Betty Bee, Guido Casciaro, Timothy Davies, Effe Minelli, Rosa Panaro, Antonietta Raphael Mafai, Matthias Schaufler e Megan Francis Sullivan. Le opere, che vanno dal dipinto ad olio, agli acquerelli su carta, dalle sculture in porcellana, cemento e terracotta fino alla figura in compensato, portano lo spettatore a interrogarsi criticamente sulla produzione contemporanea e del passato. La trasformazione del linguaggio con i suoi nuovi significati è il focus centrale dell’esposizione alla Galleria Tiziana di Caro. Francesca. Lacatena afferma infatti che «La mediocrità dei nostri universi dipende essenzialmente dai nostri poteri di enunciazione. Come possiamo recuperare questo potere oggi? Un linguaggio gestionale-sintetico viene sostituito al linguaggio del nostro carattere interiore. Il linguaggio contemporaneo è stato trasformato, perché il linguaggio è uno strano tesoro che non appartiene a nessuno in particolare, ma tutti possono arricchirlo e esserne arricchiti». Si delinea quindi la prospettiva pasoliniana che considera l’arte come «forza del passato», come qualcosa che ci cambia spiritualmente attraverso riflessioni antiche in grado ancora oggi di condizionare il presente. Arte quindi che non è attuale e che della sua inattualità fa motore per realizzare la Parabasi, per uscire fuori dal coro e mostrare il volto necessario ad un dialogo con la contemporaneità .
Ilario D’Amato
Mostra visitata l’1 febbraio 2020
Dall’1 febbraio 2020 al 21 marzo 2020
Parabasi, Galleria Tiziana Di Caro
Piazzetta Nilo, 7 – 80134, Napoli
Betty Bee, Guido Casciaro, Timothy Davies, Effe Minelli, Rosa Panaro, Antonietta Raphael Mafai, Matthias Schaufler, Megan Francis Sullivan
Orari: da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 20:00 o su appuntamento
Info: www.tizianadicaro.it
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