Categorie: Mostre

Piero Manai | Gallerie P420 e CAR DRDE

di - 7 Novembre 2019

Due gallerie, una mostra, un grande artista. È il pittore bolognese Piero Manai ad essere raccontato attraverso i percorsi espositivi presentati dalle gallerie P420 e CAR DRDE di Bologna. Trattati diversi aspetti e temi della produzione dell’artista, sviluppati negli anni ’80 prima della prematura scomparsa avvenuta nel 1988. Partendo dalla figura, Manai racconta se stesso, la sua interiorità rappresentando il peso dell’esistenza umana e dei pensieri elaborati dalla mente. L’uomo raffigurato dialoga con se stesso, si interroga interiormente e profondamente su ciò che lo circonda, immerso in una dimensione senza tempo e spazio. Presso la galleria P420 è esposta una selezione delle opere “Figure, Teste e Monoliti”. Le Figure aprono il percorso in tutta la loro potenza espressiva. I colori contrastanti delle tele e delle carte intelate fanno emergere sagome materiche, di pietra, nel ricordo di Sironi, sebbene il tratto sia più marcato, intriso d’irrequietezza, di una potenza espressiva carica di introspezione, di riflessione sull’esistenza. La testa, piano piano si stacca dal corpo fino a diventare un monolite, una pietra su cui l’uomo cerca di appoggiarsi.

Piena di pensieri si trasforma in un vero e proprio peso, domina il corpo, domina la tela, facendosi portavoce del carico emotivo dell’artista seppur nella sua staticità, diventi quasi una maschera. Manai rivive le forme espressive del primitivismo facendole sue e rielabolandole con un linguaggio del tutto nuovo, dai tratti veloci, dall’alternarsi di cromie chiare e scure, con un’inquietudine e un tormento dai sapori espressionisti, che si esprimono nella torsione, nel ripiegamento dei corpi e nella tensione delle pennellate.

Piero Manai, 2019, installation view, Courtesy P420 & CAR DRDE, Bologna (foto Carlo Favero)

Il peso, però, diventa sempre più dominante e si evolve fino a diventare un monolite, pietra scarna ma evocativa dell’essenza e dell’essenzialità preistorica. Il silenzio e la sospensione della dimensione spazio temporale che domina le opere culmina in “Figura sorda”, 1986 in cui la testa-pietra domina un corpo racchiuso su se stesso, divenendo allo stesso tempo manichino metafisico e soggetto surrealista.

I monoliti, presenti anche nella sezione delle “Nature Morte” esposte presso la CAR DRDE collegano i due percorsi. Le altre opere della sezione sono caratterizzate dalla convergenza di tratti figurativi e tratti astratti, tra le cui trame si nascondono oggetti del quotidiano rappresentati nella loro serialità e occhi che emergono dalla tela. Figlio del suo tempo, Manai non finisce di sperimentare e, sulla scia di Wharol e della pop art si appassiona alla polaroid, si ritrae, ma allo stesso tempo con un linguaggio del tutto personale lavora nella post produzione inserendo effetti e modifiche sulle immagini.

L’opera di Manai si fa portavoce di una profonda riflessione sull’esperienza umana, sulla condizione dell’uomo e, ponte tra tradizione pittorica e contemporaneo, come scritto da Umberto Eco nel 1991, “Manai dopo Giorgio Morandi, stava continuando il discorso della grande pittura bolognese”.

Bruna Giordano

Mostra visitata il 9 ottobre

Dal 27 Settembre 2019 al 9 Novembre 2019

Piero Manai

Galleria P420 Bologna

Orari: Martedì-Sabato 10:30 -13:30/ 15:30-19:30, Altri giorni solo su appuntamento

Via Azzo Gardino, 9, angolo Largo Caduti del Lavoro, 40122 Bologna
Tel-Fax: +39 051 4847957

E-mail info@p420.it

Galleria CAR DRDE

Orari: Mercoledì-Sabato 15:00-19:30 e su appuntamento

Via Azzo Gardino, 14/a 40122 Bologna

Tel-Fax: +39 051 9925171

E-mail office@cardrde.com

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