ALIEN Couch. Exhibition View, Spazio Punch, Venezia, Foto Giacomo Bianco
We come in peace —Veniamo in pace— è lo slogan degli alieni che hanno invaso l’ambiente post-industriale di Spazio Punch, sull’isola della Giudecca (Venezia). Presentati per la prima volta il 22 gennaio di quest’anno a Parigi, durante la Fashion Week, questi alieni non sono le creature gelatinose e fluorescenti che ci potremmo aspettare quando pensiamo a degli extra-terrestri, ma, piuttosto, grandi divani di design, che fondono in loro riferimenti all’alta moda e alle arti visive. Sono creature mutanti, ibride e imbottite.
Prodotti in una serie limitata di 300 pezzi, i cosiddetti ALIEN Couch sono parte della collezione autunno inverno 2025-2026 di Walter van Beirendonck —vera e propria figura di culto della moda avanguardista. Si tratta di parti integranti della sfilata di presentazione, dove i modelli si sono sdraiati, lasciandosi avvolgere dalle grosse braccia aline. Sono perciò presenze positive, pacifiche, che sembrano volerci coccolare e farci sapere che un’altra forma di vita è possibile.
Ben tre di questi ALIEN Couch sono giunti ora a Spazio Punch: uno di un nero vibrante, coperto di una morbida pelliccia sintetica; uno di un arancione acceso; uno beige, ricoperto da scritte colorate.
Il visitatore, nell’allestimento attentamente pensato dal duo Zaven, è invitato a usufruirne proprio come hanno fatto i modelli durante la sfilata: sdraiandosi, lasciandosi abbracciare e, dunque, vivendo lo spazio espositivo in maniera più informale, rilassata e amena. Le linee stesse sono pensate per accogliere la figura umana in posizioni diverse e l’opera diventa così, fin dal suo intento progettuale, un qualcosa di estremamente fisico e sensoriale. Sono opere con cui interagire a livello tattile e non solo visivo.
Accoccolati su queste creature post-umane, siamo invitati ad osservare una serie di slogan che sfilano di fronte ai nostri occhi su uno schermo scuro: No war peace, Kiss the future, Sex. Sono queste alcune delle espressioni che si incidono sulle nostre iridi, trasformando l’arrivo degli alieni in una dichiarazione politica: in un tempo lacerato dalle crisi globali e da strazianti genocidi, gli alieni non ci parlano di invasioni post-apocalittiche, ma sembrano chiederci affetto, piacere —anche sessuale— e speranza nel futuro. Da questo punto di vista, è l’essere umano a commettere atti terrificanti, mentre gli alieni ci invitano a mettere un punto all’orrore in corso. L’invasione, qui, non è distruttiva, ma erotica, morbida, relazionale.
Completano il progetto un video curato da ShowStudio, che decostruisce criticamente la sfilata, e una selezione editoriale proposta da Bookzilla, con una pubblicazione di fotografie di JayZoo e e il volume Draw the World Awake + Cut the Word Awake (Hannibal Books, 2024). I testi, gli schizzi, le parole frammentate qui proposte compongono un archivio visivo e linguistico del pensiero di Van Beirendonck: un invito a immaginare mondi diversi, dove l’estetica fantascientifica, l’oggetto di comfort e il design visionario si fondono in un unico organismo narrante.
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