When they see us, veduta della mostra, Biblioteca di Sala Borsa, Bologna, 2024, ph. Eleonora Rossi / Sineglossa
Qual è il ruolo della sorveglianza e del riconoscimento biometrico nella nostra vita quotidiana? In che modo il tracciamento nello spazio fisico influisce sulla nostra esistenza?  à attorno a queste domande che ruota la mostra When they see us ospitata presso la Biblioteca di Sala Borsa di Bologna, curata dallâorganizzazione culturale Sineglossa e promossa dalle associazioni The Good Lobby, Hermes Center for Digital Rights e info.nodes.
Il titolo stesso dellâesposizione ci suggerisce la direzione delle riflessioni proposte: When They See Us riprende il titolo di una nota miniserie TV che narra la storia di un gruppo di afroamericani ingiustamente accusati di un crimine, semplicemente perchĂŠ considerati i perfetti indiziati. Questo richiamo ci porta a riflettere su come i sistemi di videosorveglianza tendano ad accusare soggetti storicamente stigmatizzati per il genere o la razza, nonostante la loro innocenza.
La mostra, attraverso le installazioni dellâartista belga Dries Depoorter e il progetto The Glass Room Misinformation Edition del gruppo di ricerca Tactical Tech propone unâanalisi critica dei rischi associati allâintelligenza artificiale e delle minacce derivanti dalla sorveglianza biometrica.
Dries Depoorter, da sempre interessato al modo in cui le macchine osservano lâessere umano, ha iniziato a esplorare il tema della sorveglianza ben prima dellâavvento delle intelligenze artificiali. Le sue opere ci esortano a una riflessione consapevole nei confronti dei sistemi di controllo presenti nello spazio pubblico.
Allâingresso della Biblioteca di Sala Borsa ci accoglie Surveillance Speaker, la prima delle installazioni dellâartista belga, che mette in luce i cambiamenti nel comportamento umano determinati da forme di controllo. Realizzata nel 2018 e successivamente perfezionata grazie ai progressi dellâintelligenza artificiale, lâopera consiste in un altoparlante che, tramite un sistema di IA, racconta vocalmente ciò che accade nellâambiente circostante, analizzando in tempo reale le immagini catturate da una telecamera posta in alto.
Procedendo nello spazio centrale, troviamo Jaywalking, unâinstallazione composta da due schermi che trasmettono in diretta immagini catturate da webcam di sorveglianza situate presso incroci stradali di tutto il mondo. Dotata di unâintelligenza artificiale capace di riconoscere semafori rossi e pedoni, questâopera ci spinge a scegliere tra agire con responsabilitĂ ed empatia o assumere un ruolo passivo come semplici esecutori. Se il semaforo è rosso e qualcuno attraversa, premendo un pulsante possiamo infatti inviare una segnalazione alla polizia locale piĂš vicina. Ci troviamo cosĂŹ di fronte a una scelta cruciale: âVoglio davvero assumere questo ruolo?â. Questa interazione rende lâopera unâesperienza provocatoria, invitandoci a riflettere sullâattivitĂ di sorveglianza automatizzata.
Infine, Border Birds, realizzata in collaborazione con la sorella Bieke Depoorter, affronta il tema della sorveglianza in modo poetico, raccogliendo immagini di uccelli che attraversano i confini di vari Paesi catturate con lâaiuto di telecamere aperte e IA. Lâopera evidenzia il contrasto tra la libertĂ di movimento degli uccelli e le difficoltĂ che gli esseri umani affrontano nel superare i confini, offrendo una riflessione simbolica sulla migrazione e le barriere imposte dalla sorveglianza.
Oltre alle opere di Depoorter, la mostra include il progetto The Glass Room Misinformation Edition del gruppo Tactical Tech, un viaggio di data visualization che mette in luce i pericoli di una sorveglianza pervasiva. Attraverso poster, installazioni interattive e animazioni, lâorganizzazione illustra le implicazioni del riconoscimento biometrico e i rischi connessi a una sorveglianza invisibile.
When they see us è il primo appuntamento della rassegna The Next Real, una serie di eventi curati da Sineglossa a Bologna in programma fino a giugno 2025, dedicati al rapporto tra arte, intelligenza artificiale e società , tematiche che riguardano sempre piÚ da vicino la nostra vita digitale e le sue implicazioni nel mondo fisico.
La mostra sarĂ visitabile fino al 28 settembre 2024.
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