Categorie: Mostre

Siri Kollandsrud: Living Yellow Light da RIBOT Gallery

di - 30 Novembre 2023

Originaria di Oslo e residente a Copenaghen, Siri Kollandsrud costruisce le sue storie metamorfiche con pennellate energiche sovrapposte, affondando le sue radici nella tradizione di un certo Espressionismo astratto e dell’Informale. Living Yellow Light è la sua prima mostra personale con RIBOT Gallery, che proseguirà fino al prossimo 27 gennaio 2024.

Le opere esposte raccolgono un decennio della sua pittura, stimolando la curiosità in chi le osserva di ricostruire il percorso artistico di Kollandsrud e insieme interpretare le sue visioni, anche provando ad animarle, o significarle, con la propria immaginazione. Non c’è un ordine cronologico, l’allestimento si gioca sulle connessioni cromatiche e gestuali che lasciano emergere, insieme a un’indubbia maturità stilistica, alcune cifre caratteristiche, come la predilezione di un colore blu tendente all’azzurro – luminoso ma al contempo opaco – per creare le forme e animarle, non riempirle, o l’uso del colore bianco per enfatizzare l’elemento luminoso nella sua accezione cromatica, oltre che spirituale.

Siri Kollandsrud, Living Yellow Light, 2023, installation view @RIBOT

Le immagini di Kollandsrud, a prima vista astratte e oscillanti tra tra effetti materici pittorici e nitidezza, si costruiscono mediante pennellate energiche sovrapposte che testimoniano un processo geologico che sedimenta una traccia sull’altra fino a quando il quadro non è terminato. Emblematica è, in tal senso e ai fini della riflessione, Hangaphone, decisamente impattante sullo sguardo e articolata da un punto di vista formale. Guardare queste tele significa saper passare da un livello all’altro, distinguendo – senza distruggere – tutti gli strati che le compongono. Forma e colore prescindono da qualunque confine, mettendoci dinnanzi a organismi viventi, fluidi, di fronte ai quali vedere significa saper conservare ogni singolo strato; passare da uno strato all’altro senza nulla distruggere. O dimenticare, come sottende l’opera esposta al primo piano intitolata – proprio – Never forget, stimolando lo sguardo a cogliere la coappartenenza di piani temporali e spaziali sulla superficie dell’opera.

Siri Kollandsrud, Living Yellow Light, 2023, installation view @RIBOT

Tutte le opere, anche Blue Box e Mirror picture, al primo piano, e Wind borne, Airomanic / out of order al piano interrato chiedono di essere sfogliate. Ogni strato, sovrapponendosi e compenetrandosi agli altri, costituisce a tutti gli effetti il visibile, che dunque non è una realtà immediata ma il risultato – sapientemente mediato da Kollandsrud – tra la conoscenza delle regole compositive e la padronanza della stratificazione. Nel regno della semi astrazione – benintesa la sua carica coinvolgente – che significa sempre, anche, altro, ricorre – ora più figurativa ora più astratta – l’iconografia dell’Annunciazione del Beato Angelico: al piano interrato le opere Annunciation, rispettivamente del 2011 e del 2018, provano in un certo senso come Kollandsrud attinga alle fonti del senso dell’essere, a partire dalla propria cultura o dal proprio desiderio, con l’intenzione – come si legge nel comunicato – di lasciare «spazio alla materializzazione di “ectoplasmi” colorati che volteggiano nell’architettura».

Siri Kollandsrud, Announciation, 2018, oil on canvas, cm 40×30. Courtesy the artist and RIBOT

Living Yellow Light – che si completa con uno special project, ovvero un numero limitato di opere su carta dipinte con acquerelli e caratterizzate da interventi a matita e gessetto – vivifica, possiamo dire, come spostandosi di un livello, tutto possa assumere un nuovo senso. Che non significa affatto che Siri Kollandsrud complichi o aggiunga livelli di complessità. Anzi, Kollandsrud mostra candidamente quanto ciò che ci appare semplice sia in realtà molto complesso. Basta essere visionari.

Siri Kollandsrud, Living Yellow Light, 2023, installation view @RIBOT

Articoli recenti

  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29
  • Personaggi

È morto Klaus Rinke, maestro del tempo e del corpo nella Scuola di Düsseldorf

Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…

20 Gennaio 2026 17:40
  • Architettura

Dal Messico a Londra: Lanza Atelier firmerà il Serpentine Pavilion 2026

Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…

20 Gennaio 2026 17:03
  • Progetti e iniziative

Le mappe contemporanee di Simona Bonetti a Palazzo Fava Marescotti di Bologna

Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…

20 Gennaio 2026 16:14