"How to put art in a book", Teatrino di Palazzo Grassi. Ph. Matteo De Fina © Palazzo Grassi, Pinault Collection
Immerso nell’architettura suggestiva del Teatrino di Palazzo Grassi a Venezia, How To Put Art In A Book si presenta come un’interessante ricerca sulle relazioni intricate tra arte contemporanea e design grafico. Curata con attenzione da Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi,ci rivela un’analisi approfondita del modo in cui arte e libro convergono e si influenzano reciprocamente nel corso delle ultime sei decadi.
Un viaggio tematico attraverso sette sezioni. Ciascuna apre una finestra su diverse opere che ci raccontano l’arte attraverso il medium del libro. Ogni sezione è un capitolo a sé, che se uniti si propongono di svelare come l’arte possa essere esplorata e compresa attraverso l’oggetto libro.
In Metalibro, ci si immerge nei primi passi del libro d’artista con Book as Artwork 1960/1972 di Germano Celant, che traccia il cambiamento di rotta dell’arte, elevando il libro a strumento espressivo.
Successivamente, Il (Finto) Catalogo è un’Opera d’Arte a Sé Stante presenta “Yves Peintures” di Yves Klein, sfidando le convenzioni e trasformando il catalogo in un’opera d’arte autonoma. La sezione La Forma del Catalogo Come Traduzione Artistica, introduce Sheila Hicks: Weaving as Metaphor di Irma Boom, evidenziando il ruolo della forma e della materia nella trasmissione dell’arte attraverso il libro.
Ma qual è lo scopo fondamentale di How To Put Art In A Book? Lo spiegano curatori Sonnoli e Bacchi :« La mostra vuole riflettere su quali siano le possibili modalità per raccontare il lavoro degli artisti, usando l’oggetto libro. L’intento non è di tracciare una rigida cronologia dell’editoria d’arte, bensì di suggerire modalità originali di “mettere l’arte dentro a un libro”.»
In conclusione, la mostra si configura come un’indagine approfondita delle potenzialità narrative dell’editoria artistica contemporanea. Attraverso opere distintive e riflessioni innovative, How To Put Art In A Book dimostra come l’oggetto libro possa trasformarsi in un medium così eloquente da raccontare e vivere l’arte in tutte le sue sfumature.
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