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Simbolo e inconscio, fiaba e perturbante. È un viaggio nei meandri della nostra psiche, la mostra Tra Sogno e Magia: pittura surreale e fantastica, visitabile fino al 3 maggio 2026 negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano a Mondovì. Curata da Vincenzo Sanfo e organizzata dall’Associazione BeLocal in collaborazione con il Comune di Mondovì, con il sostegno della Fondazione CRC e il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo, l’esposizione propone una ricognizione ampia e articolata sulle declinazioni del Surrealismo e delle sue eredità fantastiche.
Dopo le mostre dedicate a Caravaggio, Andy Warhol e agli Impressionisti, il polo espositivo monregalese prosegue il suo percorso tra le stagioni dell’arte con un progetto che mette in dialogo maestri storici e interpreti italiani della visione onirica, costruendo un itinerario che attraversa il Novecento e si apre a molteplici traiettorie. Tra dipinti, disegni, arazzi, litografie, sculture e fotografie, Tra Sogno e Magia costruisce un mosaico che attraversa oltre un secolo di visioni, mettendo in relazione la dimensione dell’inconscio, la forza del simbolo e la potenza dell’immaginazione.
Il percorso inizia con le opere di Alberto Abate, tra segni meditativi e suggestioni cosmiche: in lavori come Nobilunio e Scilla e Cariddi, il mito si esprime attraverso una dimensione simbolica e spirituale. Lorenzo Alessandri, tra i fondatori del movimento surrealista torinese Surfanta, evoca ritualità e metamorfosi in atmosfere sospese, mentre Colombotto Rosso affida a figure enigmatiche e inquietanti una tensione emotiva carica di mistero. Il dialogo si amplia con Stefano Di Stasio, che intreccia narrazione e poesia in mondi simbolici stratificati, e con l’ironia giocosa di Sergio Barni, dove il gesto pittorico si fa sorpresa e meraviglia.
La sezione dedicata al Surrealismo internazionale vede la presenza immancabile di Salvador Dalí, con opere come la scultura Space Elephant e la versione in arazzo de Il Grande Masturbatore, in dialogo con la dimensione automatica e gestuale di André Masson. Man Ray è rappresentato attraverso lavori come Cadeaux, che aprono al versante concettuale del movimento, mentre Vettor Pisani, con un omaggio a Meret Oppenheim, introduce un’eco italiana che intercetta anche sensibilità “poveriste”.
Il racconto visionario prosegue con Leonor Fini e Matta, nelle cui opere si agitano spazi liquidi e metamorfici, e con Stanislao Lepri, che conduce lo spettatore in universi paralleli sospesi tra allegoria e fantasia. Le litografie di Marc Chagall e Joan Miró fondono fiaba e memoria in un lirismo colorato, mentre Rufino Tamayo sorprende con cromie intense e composizioni vigorose. Non mancano riferimenti al simbolismo di Odilon Redon e Félicien Rops, accostati a una rara copertina della rivista Minotaure realizzata da Diego Rivera per la pubblicazione diretta da André Breton, documento emblematico della stagione surrealista.
Arrivano poi le forme biomorfiche e le tensioni materiche di Gianni Dova, le rielaborazioni di matrice dechirichiana di Ezio Gribaudo, l’ironia concettuale di Aldo Mondino e le autorappresentazioni rituali di Luigi Ontani. A chiudere idealmente il percorso, il mondo di Antonio Possenti, dove la leggerezza diventa cifra espressiva di una fantasia delicata ma non priva di inquietudine.
Come sottolineato dal sindaco Luca Robaldo e dall’assessora alla Cultura e al Turismo Francesca Botto, la mostra rappresenta «Uno straordinario viaggio tra realtà e immaginazione». L’Associazione BeLocal, attraverso le parole di Stefano Gribaldo e Paola Demasi, ha ribadito la volontà di consolidare Mondovì come crocevia culturale tra eccellenza italiana e respiro internazionale, con uno sguardo al locale, come confermato da Mattia Germone, presidente di Confcommercio Monregalese, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale e generare ricadute positive sul territorio.
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