Categorie: Mostre

Vacre Verrocchio. Tra molteplicità e polisemia alla Fondazione Michetti

di - 19 Febbraio 2025

Vacre VERROCCHIO | tra MOLTEPLICITÀ e POLISEMIA è un appuntamento importante per il mondo dell’arte abruzzese. Curata da Ivan D’Alberto e Van Verrocchio, la mostra è stata inaugurata con la presentazione di una monografia su Vacre Verrocchio, inserita nella collana La Casa dell’Arte della casa editrice TEXTUS. Il corposo volume è stato concepito dai due curatori, che hanno anche presentato l’evento in occasione dell’inaugurazione. L’esposizione della Fondazione Michetti si compone di una selezione di opere tra le più rappresentative della carriera artistica del maestro pescarese, il quale ha lasciato un segno indelebile nella scena artistica abruzzese, rinnovandosi costantemente attraverso l’utilizzo di una serie di linguaggi diversissimi tra loro. Pittura, scultura, ceramica, incisione, fino ad arrivare al design. Verrocchio ha sperimentato con i media tradizionali per poi evolvere la propria pratica creativa.

Vacre Verrocchio, Fuga impossibile, bronzo, 1965

Ha inoltre il merito di aver aperto la prima vera e propria galleria d’arte di Pescara, quando nel 1959 con il fratello Giuliano decide di organizzare la prima mostra sull’Arte Informale in Abruzzo, che verrà poi inaugurata l’anno successivo. In quell’occasione espongono artisti italiani e internazionali e vi è il fondamentale intervento del critico e giornalista Antonio Bandera (in collaborazione con il Quotidiano il Tempo e la Galleria L’Attico di Roma). In quello spazio privato, lo spirito del tempo si manifesta in Abruzzo, regione che inizia finalmente ad accogliere artisti provenienti da tutta Italia. Grazie alla Galleria Verrocchio, Pescara ha l’onore di ospitare le opere di Mario Sironi, Renato Guttuso, Ottone Rosai, Sante Monachesi, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Giorgio De Chirico, Guido La Regina, oltre ai lavori degli abruzzesi Sandro Visca, Guido Montauti e Alfredo Del Greco, tra gli altri.

Vacre Verrocchio, Sopravvissuto, ceramica smaltata, 1979

Le opere in mostra sono state realizzate da Vacre Verrocchio tra l’inizio degli anni ’60 e la fine degli anni ’70. Si tratta di lavori eseguiti con l’utilizzo di media, linguaggi e materiali diversi, dal bronzo con cui l’artista pescarese realizza Fuga impossibile nel 1965, alle opere dei primi anni ’70 come Sopravvissuti e Prossimo futuro, entrambi oli su tela più classici ma con insolite rappresentazioni di personaggi umanoidi dai colori vivaci che rimandano alle opere di quella che pochi anni dopo sarebbe stata la Transavanguardia (con un conseguente ritorno prepotente della pittura dopo anni di Arte Concettuale). Vacre Verrocchio però è un artista fuori dagli schemi e soprattutto esterno ai principali movimenti dell’arte italiana del secondo novecento, tanto che nel 1979 ritorna all’utilizzo della ceramica con Sopravvissuto, già utilizzata assieme ad una serie di smalti in Composizione n. 1, realizzata nel 1962.

Vacre Verrocchio, Composizione n. 1, ceramica e smalto turchese, 1960-62

Nel contesto di fermento culturale e voglia di partecipazione agli avvenimenti del mondo delle istituzioni artistiche da parte dei pescaresi che l’artista aveva contribuito a creare, Verrocchio si rende protagonista della creazione di un vero e proprio dibattito culturale e artistico in Abruzzo. Lo fa attraverso un minuzioso lavoro sulle fonti, una ricerca sui documenti che lo consacrano tra i principali esponenti della scena artistica dell’epoca, anche al di fuori della regione. Ed infatti l’obiettivo dichiarato de La Casa dell’Arte (la nuova collana che accoglie la monografia su Verrocchio) è proprio quello di inserire al proprio interno artisti e personaggi che hanno contribuito alla crescita del dibattito culturale abruzzese, che si tratti di artisti riconosciuti dal sistema dell’arte o altri invece ingiustamente messi ai margini della storia degli ultimi decenni. Peraltro, la collana prende il nome da un volume omonimo scritto da Lucrezia De Domizio Durini pubblicato da Textus nel 2011, dedicato agli interventi artistici realizzati in una serie di dimore disabitate nel borgo di Bolognano, piccolo comune in provincia di Pescara.

Vacre Verrocchio, Prossimo futuro, olio su tela, 1974

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