Una buona notizia per gli storici dell’arte che conoscono bene croce e delizia della ricerca archivistica – ma anche per tutti gli appassionati e gli studiosi: a partire dall’11 dicembre, gli oltre 1600 volumi e l’enorme mole di documenti storici della Galleria d’Arte Moderna di Roma potranno essere consultati su richiesta. A seguito di un lungo periodo di studio e di inventariazione dei fondi archivistici, bibliografici e dei volumi e cataloghi storici presenti nella Galleria d’Arte Moderna, è finalmente aperto al pubblico l’archivio della Collezione GAM, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
L’apertura dell’archivio online, assieme ad altre numerose iniziative, rientra nel ciclo collegato al Centenario della costituzione della Galleria d’Arte Moderna di Roma (1925-2025), identificato nella formula 100GAM, da considerare come anticipazione del programma di manifestazioni scientifiche, conservative ed espositive legato al Centenario stesso e che prende avvio proprio dalla riappropriazione del patrimonio archivistico e documentale presente nell’attuale sede del museo di via Francesco Crispi 24.
Strettamente collegato alla collezione della Galleria d’Arte Moderna, l’archivio comprende una raccolta di oltre 1600 volumi risalenti al periodo che va dagli anni Ottanta dell’Ottocento alla metà del Novecento. Il suo corpus è costituito prevalentemente da monografie degli artisti appartenenti alla collezione della Galleria e da pubblicazioni relative alle opere della collezione storica, tra i quali i cataloghi delle mostre romane dove, nella prima metà del secolo scorso, vennero effettuate le principali acquisizioni. E poi ancora i cataloghi di mostre allestite alla GAM, oltre a una peculiare sezione di volumi storici riguardanti la Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma e le Biennali sia romane che veneziane.
All’interno dell’archivio è anche presente un fondo artisti al cui interno si potranno consultare centinaia di preziose informazioni biografiche ed espositive dei singoli artisti, oltre a materiale minore costituito da brochure di mostre e articoli di giornale. In questo Fondo è contenuto anche l’Archivio Mimì Quilici-Buzzacchi, a sua volta composto da fascicoli, divisi per anni di esposizione (1937,1939 e dal 1946 al 1987), brochure, articoli di giornale e riviste relative alle mostre a cui ha partecipato direttamente l’artista. Si tratta del primo nucleo del costituendo Archivio donna e artista che includerà tutte le artiste presenti nella collezione GAM oltre a quelle già presenti nel predetto Fondo Artisti.
Nel prossimo futuro si potrà consultare anche un Archivio acquisti, attualmente in corso di inventariazione, composto da oltre 250 delibere originali o in copia storica prodotte dal Governatorato di Roma e dalla Giunta Capitolina, dal 1921 al 2002, ai fini delle acquisizioni delle opere della collezione GAM. Le Delibere riportano non solo le motivazioni dell’acquisto, ma anche dati relativi all’artista, all’opera, alla tipologia e alla definizione economica dell’acquisizione. Informazioni preziose per capire la storia dell’opera d’arte nella collezione GAM ma anche il rapporto selettivo dei gusti e delle scelte estetiche dell’Amministrazione pubblica nei diversi contesti storici attraversati.
Nel suo insieme, questo straordinario archivio si presenterà come un vero e proprio hub scientifico e culturale, un aggregatore in cui tutte quelle realtà interessate a raccontare l’arte a Roma in un’ottica nazionale potranno contribuire ad ampliare, e pertanto preservare, il corpus di documenti, volumi e informazioni presenti al suo interno. Le future collaborazioni con Università, Accademie e altri Enti di studio, locali e nazionali, consentiranno di riunire, conservare, valorizzare e tutelare libri, documenti grafici e archivi relativi di parte dell’Ottocento e la prima metà del Novecento romano. La consultazione dei materiali è possibile solo su appuntamento, previa richiesta da inviare all’indirizzo, qui. Con ingresso gratuito, nell’area prevista per la consultazione è stata appositamente creata una postazione autonoma con computer e connessione wi-fi.
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