Un'opera di Luciano Caruso, Piccola teoria della citazione (anacollage) (1970-1974) conservata nell'Archivio di Nuova Scrittura ora ufficialmente nel patrimonio del Mart
L’Archivio di Nuova Scrittura entra ufficialmente a far parte del patrimonio del Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, grazie a una generosa donazione di Paolo Della Grazia. Questo archivio rappresenta, di fatto, la più grande raccolta italiana dedicata alle ricerche verbovisuali, con 1500 opere d’arte, soprattutto di grafica, 18mila volumi, di cui oltre un migliaio di edizioni legate al Futurismo, mille libri d’artista, 20mila documenti d’archivio, tra corrispondenza, inviti, fotografie, grafiche e stampati, 100 dischi d’artista e 600 periodici sperimentali.
Prima della definitiva donazione, l’Archivio di Nuova Scrittura era rimasto per 23 anni, dal 1998, in deposito presso il Mart. Nel corso di questi anni, l’archivio si è arricchito e ampliato.
La donazione suggella il rapporto fra Mart e Museion di Bolzano, istituzione alle quale Della Grazia ha affidato parte dell’Archivio. Queste due grandi istituzioni, infatti, hanno permesso la nascita del principale centro di ricerca italiano dedicato all’editoria sperimentale e alle ricerche verbovisuali.
Il Futurismo, la Poesia concreta, la Poesia Visiva, Fluxus, sono solo alcuni dei movimenti che hanno lasciato le proprie tracce nell’Archivio di Nuova Scrittura. Uno degli ultimi progetti nato da questa collaborazione ventennale è la mostra “Intermedia”, un percorso fra la storia e le attività dell’Archivio di Nuova Scrittura. Il Mart ha poi allestito “Tuuumultum!”, una mostra sul rapporto arte-rumore dal Futurismo a oggi presso la Casa d’Arte Futurista Depero. Nel corso degli anni, inoltre, sono state attivate molte collaborazioni e prestiti con altre istituzioni con cui il Mart lavora, in giro per il mondo e per l’Italia.
“Connection manent” è il progetto di Nicoletta Boschiero dedicato all’Archivio di Nuova Scrittura, vincitore del bando promosso dalla Fondazione Caritro. Con la realizzazione della piattaforma VVV Verbo Visuale Virtuale, l’Archivio ha raccolto i materiali e li digitalizzati, rendendoli disponibili online già nel 2014. Arricchendo la piattaforma e accrescendo il numero dei dati e delle schede di documenti relativi all’Archivio, il progetto ha l’ambizione di sviluppare una rete insieme ad altri archivi. In questo modo sarà possibile effettuare ricerche su cataloghi integrati e portali web, proprio come su un motore di ricerca incentrato sull’arte verbovisuale.
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