Ye Jianyuan
A Suzhou, in Cina, sulle rive del lago Jinji, sta per nascere un nuovo palcoscenico per l’arte contemporanea, o meglio: una cittadella della creatività. Si tratta del Suzhou Museum of Contemporary Art – Suzhou MoCA, nato da un progetto dello studio d’architettura danese Bjarke Ingels Group – BIG e parte di un più ampio piano di sviluppo culturale e urbano promosso dal Suzhou Harmony Development Group.
Il museo non si svilupperà come un unico edificio ma come una una sorta di villaggio di padiglioni, esteso su circa 60mila metri quadrati di terreno: una vera e propria passeggiata tra 12 volumi espositivi immersi nel verde di Suzhou, città famosa in tutto il mondo per la lunghissima tradizione paesaggistica – i suoi celebri giardini sono infatti patrimonio UNESCO.
All’attenzione per la natura si aggiunge anche, nel progetto dello studio BIG, un richiamo della tradizione architettonica cinese, dal tetto caratterizzato da morbide ondulazioni che richiama le classiche tegole curve dei giardini cinesi, all’uso ripetuto dei cosiddetti “lang”, corridoi coperti pensati per guidare il corpo e lo sguardo attraverso il paesaggio.
La facciata, poi, rivestita in vetro curvo e acciaio in tonalità calde, riflette il paesaggio circostante – cielo, acqua e verde – proponendo un incontro organico e non invasivo tra architettura e natura. «Suzhou è la culla del giardino cinese», ha spiegato infatti Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo di BIG. «Il nostro design per il museo è pensato come un intreccio di padiglioni e cortili, un nodo cinese che collega città, lago e natura».
All’ingresso, una piazza aperta accoglierà i visitatori e li inviterà a esplorare il percorso fluido, articolato tra giardini, cortili e spazi espositivi, instaurando un dialogo costante tra arte, natura e città. Internamente, la luce naturale filtra attraverso lucernari e aperture zenitali, creando un gioco di ombre e riflessi che anima le gallerie.
Il museo comprende ovviamente spazi dedicati alle mostre principali ma anche tutta una serie di aree multifunzionali, un teatro, un ristorante e zone pubbliche pensate per stimolare la vita culturale e sociale lungo il lago.
Prima dell’apertura ufficiale, il museo inaugurerà con Materialism, una mostra ideata dallo stesso studio BIG che esplora il ruolo dei materiali nell’architettura contemporanea, attraverso modelli e campioni tattici tratti da progetti internazionali dello studio, permettendo così agli architetti di mostrare al grande pubblico la ricerca dietro al proprio progetto.
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