Museum of Contemporary Art Chicago. Photo by Nathan Keay. © MCA Chicago
Che cos’è un museo? Domanda semplice ma dalla risposta complessa e, soprattutto, in progress. Già, perché se nella storia degli esseri umani si è sempre fatta “arte” o, almeno, qualcosa di vagamente simile, la conformazione e la considerazione del luogo designato ad archiviarla, esporla, conservarla, valorizzarla – termini tutt’altro che neutrali – cambiano nel corso del tempo, a seconda delle culture, delle società e dei contesti. Una cosa, però, è certa: la definizione data dall’ICOM – International Council of Museums, la principale organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei e i suoi professionisti.
E così, il 24 agosto, nell’ambito della 26ma Conferenza Generale dell’ICOM tenutasi a Praga, l’Assemblea Generale Straordinaria dell’ICOM ha approvato una nuova definizione di museo. La votazione è giunta al termine di un processo partecipativo durato 18 mesi, che ha coinvolto centinaia di professionisti museali provenienti da 126 Comitati Nazionali di tutto il mondo. La proposta è stata approvata con il 92,41% dei voti favorevoli, 487, mentre 23 sono stati i contrari e 17 gli astenuti.
E dunque, quale è la nuova definizione di museo per i professionisti dell’ICOM? «Un museo è un’istituzione permanente, senza fini di lucro, al servizio della società che ricerca, raccoglie, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano eticamente, professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo svariate esperienze di educazione, divertimento, riflessione e condivisione delle conoscenze».
Dal 1946, la definizione di museo è stata modificata e integrata sette volte. L’ultima era stata approvata dall’Assemblea generale di Vienna nel 2007: «Il museo è una istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che acquisisce, compie ricerche, espone e comunica il patrimonio materiale e immateriale dell’umanità e del suo ambiente per finalità di educazione, di studio e di diletto». È evidente come manchino alcuni dei termini chiave della contemporaneità, come sostenibilità, accessibilità, inclusività, che ampliano non solo le competenze ma anche le responsabilità del museo, come soggetto sempre più attivo nella vita culturale e sociale delle comunità.
Il processo è stato lungo e scandito in diverse consultazioni. Durante la prima fase i comitati nazionali hanno presentato le proprie relazioni sulle attività svolte nel 2019/2020, relative alla definizione del museo. Successivamente, ICOM ha condotto la seconda sonsultazione sulle parole chiave e sui concetti che la definizione di museo avrebbe dovuto includere. Ai comitati, alle alleanze regionali e alle organizzazioni affiliate è stato chiesto di rivedere l’elenco delle parole chiave e dei concetti pubblicati nel rapporto e di inviare il proprio feedback.
I membri del comitato di ICOM Define hanno lavorato alla stesura di cinque proposte di definizione, basando il loro lavoro sui risultati dell’analisi dei dati della Consultazione 2 e 3. Il Consiglio consultivo ha infine selezionato la proposta di definizione del museo da portare avanti al voto all’Assemblea Generale Straordinaria.
Per quanto riguarda il comitato italiano, sono state proposte e motivate quattro macroaree di intervento, Accessibilità/Inclusione; Partecipazione; Professionalità; Innovazione tecnologica. Le parole chiave che vanno a specificare gli ambiti, invece, erano: PERMANENT INSTITUTION/ INSTITUT (istituzione permanente), MUSEUM PROFESSIONALS (professionalità e competenze museali), NO PROFIT, AT THE SERVICE OF SOCIETY AND ITS SUSTAINABLE DEVELOPMENT (al servizio della società e del suo sviluppo sostenibile), ACCESSIBLE TO ALL (accessibilità a tutti), OPERATES IN A SYSTEM OF RELATIONSHIPS (operare in un sistema di relazioni), ACQUIRES (acquisizioni), CONSERVES (conservazione), RESEARCH (ricerca), EXIBIT (esposizione), COMMUNICATES (comunicazione), CULTURAL HERITAGE, EDUCATION (educazione), STUDY (studio), ENJOYMENT (piacere), WELL-BEING (benessere). Una selezione significativa, che fa emergere anche le esigenze avvertite, in maniera specifica, dai musei italiani.
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