Jenny Saville, Reverse, 2002-2003. Olio su tela 213 x 243 cm. Collezione privata
Nell’anno della Biennale d’Arte, anche la Fondazione Musei Civici di Venezia si prepara a sviluppare un programma di mostre ed eventi che possa rispondere all’interesse di un pubblico internazionale, preparato e, soprattutto, abituato a riconoscere i protagonisti dell’arte contemporanea, che sia a grandi mostre o tra gli stand di una fiera. Le proposte della Fondazione Musei Civici di Venezia per il 2026 si inseriscono così in un più ampio palcoscenico di esposizioni e manifestazioni. Tuttavia, con le sue 13 sedi museali, i depositi, le biblioteche, i cantieri aperti e i nuovi poli in via di realizzazione, MUVE si fa certamente notare sulla scena artistica lagunare e mira, anche in quest’occasione, a consolidare il proprio ruolo di museo enciclopedico diffuso.
Il programma 2026 attraversa tutte le principali aree disciplinari: dall’archeologia alla storia della Serenissima, dal Settecento veneziano al moderno e contemporaneo, fino alla divulgazione scientifica e alle pratiche artistiche più attuali. Tra i punti di forza dell’anno, vi è senza dubbio la grande mostra in apertura a marzo Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari a Palazzo Ducale, il rinnovamento del percorso del Museo Correr, le ricerche del Museo di Storia Naturale e gli interventi nei musei della laguna.
Ampio spazio è riservato all’arte contemporanea, con una grande mostra dedicata a Jenny Saville a Ca’ Pesaro, in apertura il 28 marzo: un’esposizione che ricostruisce la carriera di Saville dagli anni Novanta ad oggi e che includerà anche dei lavori realizzati appositamente per l’occasione. Le intime sale Dom Pérignon dello stesso museo accoglieranno invece i progetti di Herman Bas (dal 7 maggio al 30 agosto 2026) e tutta una serie di esposizioni dedicate a figure chiave del Novecento e del territorio veneziano, come Gianmaria Potenza e Silvio Gagno.
Il Museo Fortuny invece lascerà spazio prima all’artista lombardo Antonio Scaccabozzi e poi, dal 6 maggio, alle sculture dell’austriaco Erwin Wurm, che esplorerà, negli spazi dell’ex dimora Fortuny, questioni filosofiche ed esistenziali, ma sempre con quel tipico umorismo che caratterizza tutta la sua opera.
Questo dialogo tra passato e linguaggi contemporanei trova soluzione di continuità anche al Museoe Correr, con l’intervento dell’artista iraniano Bizhan Bassiri dal titolo Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico (27 febbraio – 30 giugno). Dal 30 aprile, le Sale Canoviane dello stesso museo ospiteranno invece un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova che svelano la poesia della materialità.
Il 2026 segna inoltre tappe decisive nel processo di trasformazione del sistema museale veneziano, con l’avvio del percorso verso il Grande Correr, l’ampliamento del Museo del Vetro di Murano e soprattutto l’apertura di MUVEC – Casa delle Contemporaneità a Mestre, nuovo polo permanente dedicato all’arte dal secondo dopoguerra a oggi.
A tracciare una linea di continuità e visione è la Presidente Mariacristina Gribaudi, che ha ricordato come il 2026 rappresenti anche la conclusione del suo mandato decennale. «Negli ultimi anni i Musei Civici di Venezia hanno ripensato il proprio ruolo, trasformandosi in spazi culturali dinamici, aperti e inclusivi», ha affermato, evidenziando i risultati raggiunti: oltre 2,4 milioni di visitatori nel 2025, con una crescita costante e un +10,8% di presenze nel solo mese di dicembre.
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