Categorie: Musei

Il nuovo allestimento della GAM di Torino, per rimettere l’opera al centro

di - 1 Ottobre 2020

Un percorso espositivo aggiornato, per privilegiare il confronto tra le opere: si tratta del rinnovato allestimento della collezione permanente del Novecento della GAM – Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino, a cura di Riccardo Passoni, direttore del museo, ed emblematicamente intitolato “Il primato dell’opera”.

La collezione è disposta in 19 sale, in un iter storico-artistico che segue le principali correnti stilistiche del secolo scorso, abbandonando l’ordinamento tematico, privilegiando e ristabilendo un contatto tra il museo e la città di Torino. Tra le novità, si sottolinea l’attenzione rivolta alla storia delle collezioni civiche nel panorama artistico torinese, nazionale e internazionale. Passoni, ha chiarito che «Il museo è uno spazio di mediazione culturale nato in Europa alcuni secoli fa e oggi diffuso in tutto il mondo. In continua trasformazione, per ragioni di trasparenza il museo non può più raccontare in maniera oggettiva una storia universale, ma deve raccontare anche la propria storia, che è situata nel contesto locale in cui si trova».

Il nuovo allestimento della GAM: tra i protagonisti del ‘900 e i movimenti artistici di Torino

Il nuovo allestimento è arricchito da alcune sale monografiche, nate dall’esigenza di restituire centralità al lavoro fondamentale di alcuni artisti, quali Felice Casorati, Arturo Martini, Alberto Burri, Lucio Fontana, Giulio Paolini e Pinot Gallizio, con il suo grandioso ciclo della Gibigianna. Complice l’incremento offerto dalla collezione che permette di presentarli con opere importanti.

La prima sala è dedicata a tre grandi artisti che maggiormente hanno influito sull’arte italiana del Novecento: Giorgio Morandi, Giorgio De Chirico e Filippo de Pisis. A seguire, una disposizione che, ambiente dopo ambiente, presenta alcune fasi fondamentali della storia dell’arte, dalle Avanguardie storiche all’Arte Povera, con la quale culmina il percorso, esponendo tutti gli artisti del movimento teorizzato da Germano Celant e presentato per la prima volta in un museo nel 1970, proprio nella Galleria d’Arte Moderna: Pier Paolo Calzolari, Mario Merz, Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.

Al primo piano sono raccolte le opere datate dagli anni ‘10 del Novecento fino alla Pop Art, mentre al secondo piano sono esposti dipinti e sculture acquistati a partire dalla nascita del museo fino ai primi anni del Novecento. Il riallestimento della collezione è stato curato per l’Ottocento da Virginia Bertone insieme a Fabio Cafagna e Filippo Bosco, mentre per il Novecento da Giorgina Bertolino e Riccardo Passoni, che ha sottolineato: «Il progetto di revisione della lettura del Novecento storico è iniziato l’anno scorso e va ad inserire nel percorso figure identitarie della storia dell’arte con opere che per metà sono diverse dall’allestimento precedente».

I metamusei e le scelte allestitive

Una delle caratteristiche notevoli del nuovo allestimento della GAM di Torino è la densa presenza di documenti d’archivio che si alternano alle opere esposte, testi di sala e “metamusei”, ovvero pareti costituite da testi e immagini d’epoca che approfondiscono la storia e le vicende artistiche della città e del museo, nella cornice degli avvenimenti italiani e del mondo.

A risaltare è anche una rinnovata scelta di colori per le pareti, a favore di tonalità più tenui rispetto ai colori di tre anni fa, dedicati all’esposizione dell’arte ottocentesca, rispecchiando la volontà dei curatori di riprendere i gusti dell’allestimento dell’epoca: nel XX secolo le collezioni venivano riordinate su un’unica fila, allineate all’altezza degli occhi e disposte su pareti dai colori chiari, beige o grigio.

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