Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze - Sezione di Mineralogia e Litologia (immagine di repertorio)
Il Direttore Generale Musei del Mibact, Massimo Osanna, e il Direttore generale dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Alessandro Bratti, hanno firmato una convenzione per la valorizzazione museale delle Collezioni geologiche e storiche del Servizio Geologico d’Italia. Istituito già nel 1867, con il nome di Reale Comitato Geologico d’Italia, i suoi incarichi riguardavano la compilazione e la pubblicazione di una «grande Carta geologica del Regno d’Italia», dirigendone i lavori e raccogliendone e conservandone i materiali e i documenti.
La collezione del Servizio Geologico comprende, tra le altre cose, oltre 100mila reperti paleontologici, provenienti principalmente da giacimenti in Italia, i più antichi risalenti a 570 milioni di anni fa, oltre a circa 55mila campioni di collezioni lito-mineralogiche, fra i quali le Collezioni di marmi antichi e le Collezioni Storiche di plastici geologici e di busti ed effigi di importanti personaggi legati alla storia d’Italia. Tra i reperti, anche una raccolta delle attrezzature e della strumentazione tecnico/scientifica utilizzata nel corso di 140 anni, per il monitoraggio e l’analisi del territorio.
La collezione, che fino al 1995 aveva sede a Palazzo Canevari, a Roma, verrà gestita dal Museo delle Civiltà, istituito nel 2016 a seguito del raggruppamento in un unico organismo di quattro importanti musei nazionali: il Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini, il Museo delle arti e tradizioni popolari Lamberto Loria, il Museo d’arte orientale Giuseppe Tucci, il Museo dell’Alto Medioevo Alessandra Vaccaro.
In particolare, la Convenzione, che avrà una durata di dieci anni, prevede il riallestimento, entro la fine del 2021, delle collezioni del Servizio Geologico d’Italia in un museo permanente chiamato Museo di Geopaleontologia italiana Quintino Sella, che troverà posto nel Museo delle Civiltà. Scienziato, ministro delle finanze del Regno d’Italia e tra i più importanti studiosi italiani per il settore mineralogico, apprezzatissimo ricercatore anche in campo internazionale, fu proprio Sella a voler riunire la collezione geologica – che comprende anche un suo busto – nella sede storica di Palazzo Canevari.
Il nuovo museo sarà finalizzato alla fruizione e alla valorizzazione delle collezioni e dei contenuti della collezione, secondo specifici progetti comuni di comunicazione, didattica e ricerca. Con questo accordo, un importante patrimonio scientifico, culturale e storico, non fruibile dal 1995, potrà tornare visibile alla comunità scientifica, agli studenti, agli studiosi e ai cultori della materia.
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