Me at the zoo, 2005
Il Victoria and Albert Museum – V&A di Londra ha annunciato un’acquisizione senza precedenti: la prima pagina “watch” di YouTube insieme al primo video caricato sulla piattaforma, intitolato Me at the zoo (2005), entrano ufficialmente a far parte della collezione permanente del museo londinese. L’operazione segna dunque un passo significativo nel riconoscimento dell’estetica e dell’archivio digitale contemporaneo come materia legittima per le collezioni museali, ponendo l’attenzione su come piattaforme e tecnologie di rete abbiano trasformato la natura stessa dell’immagine.
La pagina “watch” appena acquisita rappresenta la prima interfaccia pubblica di YouTube e dunque il nodo attraverso cui milioni di utenti hanno visto e condiviso contenuti per gli ultimi vent’anni. Accanto a essa, Me at the zoo — il primo video caricato da uno dei co-fondatori della piattaforma, Jawed Karim — assume una valenza storica simile a quella di una delle prime fotografie mai scattate: un esemplare originario di un nuovo modo di produrre e consumare immagini.
Me at the zoo è un video di 18 secondi girato allo zoo di San Diego e caricato sulla piattaforma il 23 aprile 2005. Nello spezzone, Karim parla brevemente di elefanti davanti alla telecamera: un momento che, con la sua apparente semplicità, ha fatto la storia della cultura digitale. Oltre a inaugurare la piattaforma, il video incarna alla perfezione l’essenza del primo periodo della piattaforma, un’era in cui il web veniva ancora percepito come una piattaforma estremamente democratica, in cui chiunque poteva diventare autore.
Il V&A ha sottolineato inoltre che l’acquisizione comprende non solo gli asset visuali (l’interfaccia originale e il video) ma anche i metadati, la pagina HTML originale e gli elementi di codice che hanno reso possibile la prima esperienza YouTube. In questo modo, il museo si impegna a conservare la struttura stessa dell’esperienza digitale storica, aprendo nuovi scenari di conservazione per gli archivi nati in rete.
Negli ultimi anni, anche istituzioni come il Museum of Modern Art a New York e il British Museum di Londra hanno iniziato ad includere nelle proprie collezioni non solo oggetti fisici ma artefatti digitali e interfacce. La distinzione tra documento d’archivio e oggetto d’arte diventa sempre più labile e acquisizioni come quella della pagina YouTube da parte del Victoria and Albert inaugurano una nuova fase per la storia culturale: quella in cui l’ecosistema digitale diventa materia di conservazione museale.
Acquisendo la prima pagina “watch” di YouTube e il primo video caricato, il Victoria and Albert mira così a preservare un documento che rappresenta un momento di svolta nella cultura visiva globale.
L’acquisizione apre una riflessione più ampia sul ruolo dei video online nella costruzione delle identità, delle comunità e delle pratiche artistiche contemporanee. YouTube, con miliardi di ore di contenuti caricati ogni anno, costituisce infatti un archivio di comportamenti, estetiche, narrazioni e memorie collettive. Collezionare la sua prima pagina e il primo video significa riconoscere che proprio il digitale costituisce una delle aree più significative di produzione culturale del XXI secolo.
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